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CREMONA: LE SFIDE DELLA STAUFFER

La violinista e compositrice Caroline Shaw: «Libera da tutte le categorie»

Alle 12 in live streaming la vincitrice del Pulitzer per la musica chiude il primo dei «Talks» dedicato alla composizione per archi

Mariagrazia Teschi

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mteschi@laprovinciacr.it

23 Ottobre 2021 - 10:28

La violinista e compositrice Caroline Shaw: «Libera da tutte le categorie»

Caroline Shaw col il direttore generale Paolo Petrocelli nel giardino di palazzo Stauffer

CREMONA - Giubbino di jeans e zainetto durante il laboratorio (e ieri pomeriggio, per la foto con il direttore generale Paolo Petrocelli un maglioncino bianco con le arance ricamate, Orange è anche il titolo dell’album che contiene sei suoi pezzi per

Questi nuovi progetti ci rendono unici
dimostrando quale è oggi il nostro ruolo

quartetto d’archi con cui nel 2019 ha vinto un Grammy Award), il taglio di capelli sbarazzino e un sorriso da adolescente. Dimostra meno dei suoi 39 anni Caroline Shaw, cantante, violinista, compositrice e produttrice statunitense di punta che per la sua seconda apparizione in Italia e la prima a Cremona ha scelto di tenere a battesimo gli «Stauffer talks», un format che ogni mese, vedrà alternarsi alcuni tra i più importanti artisti internazionali del mondo degli strumenti ad arco per approfondire le tematiche più attuali legate ai grandi temi della creatività, della ricerca e dell’innovazione in ambito musicale. «Le tre grandi sfide che ci siamo posti — spiega Petrocelli — nell’intento di non sovrapporci ad altre realtà che portano avanti iniziative simili. Cerchiamo altri terreni di gioco, vogliamo renderci unici e far capire meglio quello che è il nostro ruolo. E soprattutto fare sempre meglio».


Dopo tre giornate di laboratorio in presenza, oggi alle 12 la compositrice statunitense sarà in diretta streaming dalla Sala Stradivari dello Stauffer Center di via San Martino (diretta sul canale YouTube Stauffer e sul sito) per parlare del linguaggio

Anch’io guardo sempre avanti alla ricerca di novità di stili e caratteristiche del comporre

compositivo in dialogo con i suoi allievi, anche quelli lontani che per motivi diversi non hanno potuto partecipare in sala. «Al workshop in presenza hanno partecipato un sacco di giovani musicisti — spiega Caroline - compositori, violinisti che compongono, un quartetto d’archi, un contrabbassista. Ho cercato di comunicare loro quello che è il mio modo di comporre, le prospettive, cosa succederà. Sempre guardando avanti alla ricerca di novità degli stili e e delle caratteristiche del comporre. Sono concept molto dinamici, veloci, in cui parlo in modo creativo e rapido per mantenere sempre alta l’attenzione. Qui alla Stauffer mi sento davvero libera di insegnare nel modo che preferisco. Senza imposizioni o vincoli. Non è così scontato». Molte Accademie impongono repertori e didattica, al suo «Stauffer talks» Caroline ha avuto la possibilità di esprimersi liberamente la creatività che l’ha portata, nel 2013, a diventare appena trentenne la più giovane vincitrice del Premio Pulitzer per la Musica per il suo pezzo a cappella «Partita per 8 voci». Ama definirsi «una musicista che scrive musica» piuttosto che una «compositrice» perchè rifugge dalle categorie, «è felice di collaborare con i musicisti e il team del nuovo Stauffer Center e che gli allievi abbiano l’opportunità di esplorare le interazioni che si determinano nelle collaborazioni tra compositori ed esecutori, indagando le relazioni tra esecuzione e improvvisazione estemporanea nella musica d’insieme», ama «il colore giallo, l’opera 74 di Beethoven, l’opera di Mozart, Kinhaven, il profumo del rosmarino e il suono di un mandolino sgangherato».

Mentre nelle sale di palazzo Stauffer sono al lavoro gli allievi di violoncello di Antonio Meneses e della viola di Bruno Giuranna, anche Caroline è pronta per iniziare un nuovo laboratorio di composizione. «Delle tante cose meravigliose che ho visto e sentito a Cremona, non potrò dimenticare il suono delle campane che a mezzogiorno si rincorrono dai campanili. Meraviglioso. L’ho raccontato anche alla mia mamma».

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