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LA RINASCITA DEL CENTRO STORICO

Cremona, Palazzo Cittanova da recuperare: ecco il progetto

Riportare l’edificio duecentesco al centro del mondo culturale cittadino l’obiettivo di Virgilio e Burgazzi

Mariagrazia Teschi

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mteschi@laprovinciacr.it

13 Ottobre 2021 - 05:50

Cremona, Palazzo Cittanova da recuperare: ecco il progetto

Il duecentesco Palazzo Cittanova di Cremona

CREMONA - Nella sua denominazione — Cittanova — riecheggia quella parte nuova della città, al di là della Cremonella, abitata nel periodo comunale dalle classi sociali emergenti contrapposte alla nobiltà, le cui residenze sorgevano oltre la porta Pertusia presso la strada Magna, l’attuale corso Campi. Eretto nel 1256, palazzo Cittanova è stato nel corso dei secoli sede della corporazione dei mercanti di fustagno, poi caserma e quindi sede dell’archivio notarile per ridursi, in tempi attuali, a utilizzo come sala pubblica. Ora palazzo Cittanova torna al centro dell’attività culturale cremonese e dell’interesse della politica: il vice sindaco Andrea Virgilio e l’assessore ai sistemi culturali Luca Burgazzi hanno infatti dato mandato ai competenti uffici comunali di predisporre un progetto per partecipare al Bando regionale per l’assegnazione di contributi per la valorizzazione del patrimonio pubblico lombardo a fini culturali.


Il Settore progettazione e manutenzione del Comune sta già lavorando ad un progetto volto alla conservazione e riqualificazione dell’edificio che si affaccia sullo slargo di Sant’Agata. Il finanziamento disponibile potrebbe raggiungere la cifra di un milione di euro a copertura di interventi progettuali riguardanti prevalentemente l’adeguamento impiantistico e tecnologico, il restauro conservativo puntuale di porzioni particolarmente degradate e la valutazione di aspetti strutturali e antisismici. Ai fini della partecipazione al bando, il progetto sarà preventivamente inviato alla Soprintendenza per preservare la peculiarità dell’edificio. Palazzo Cittanova, eretto nel 1256, venne parzialmente riedificato agli inizi del 1900 dall’ingegner Emilio Gussalli e in seguito restaurato nel 1988 dall’architetto Sergio Carboni. Situato nella piazza omonima, che interrompe l’antica «strada magna», l’attuale corso Campi, è un edificio medioevale interamente in cotto a pianta quadrangolare, costruiti secondo la tipica struttura a Broletto, in origine completamente aperta da portici. Vincolato dalla Soprintendenza per il suo elevato valore storico ed architettonico, al piano terra è composto da una saletta polifunzionale e caratterizzato da un ampio portico con arcate ogivali antistante la chiesa di Sant’Agata. Il primo piano è costituito da un unico grande salone oggi adibito ad assemblee pubbliche, concerti e convegni ed illuminato da caratteristiche trifore. Per tutto il XII secolo nel palazzo si riunì il Consiglio della Città Nova. Nel 1412 divenne sede della corporazione dei mercanti di fustagno, nel 1756 una caserma e nel 1805 sede dell’archivio notarile che lo occupò fino al 1913. Le modifiche successive ne accompagnarono — con alterni esiti — i mutamenti di destinazione.

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