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CASALMAGGIORE. STUPOR MUNDI

Al Diotti la «Mail Art»

E Ruggero Maggi dona una parte della sua collezione

Davide Bazzani

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redazione@laprovinciacr.it

04 Ottobre 2021 - 14:34

Al Diotti la «Mail Art»

La mostra Mail Art a stelle e strisce al Museo Diotti

CASALMAGGIORE - Il Museo Diotti si è arricchito di un altro gioiello, la mostra Mail Art a stelle e strisce, realizzata nella sala che ospita gli arredi della storia Farmacia Marcheselli, a cura di Ruggero Maggi, con opere tratte dal suo ricchissimo archivio di arte postale. L’originale esposizione, che sarà visitabile sino al 9 gennaio, è stata inaugurata nell’ambito della rassegna Stupor Mundi, dedicata quest’anno agli Usa. Come ha comunicato Roberta Ronda, direttrice del Museo, grazie alla donazione di Maggi, il fondo di Mail Art è entrato nelle collezioni permanenti.

A introdurre la mostra è stato l’assessore alla Cultura Marco Micolo, che ha esordito con un ringraziamento al settore Cultura del Comune, quindi alla stessa Ronda, a Giuseppe Romanetti, Vittorio Rizzi, Santina Maldotti, Letizia Frigerio. Micolo si è poi augurato che la Mail Art possa offrire uno spaccato interessante della cultura statunitense e che il pubblico «possa cogliere questa opportunità» e ha riassunto poi gli appuntamenti successivi di Stupor Mundi, come «l’inaugurazione della mostra Stripes, la grande avventura del fumetto americano, che ho personalmente voluto perché dopo un periodo pesante come quello che abbiamo vissuto ho pensato fosse utile allestire qualcosa di alto livello artistico ma anche giocoso e divertente come una rassegna dedicata al fumetto».

Ronda ha aggiunto che già nel 2015 «da un’idea di Tiziana Priori nacque la mostra di cartoline storiche Mille saluti da Casalmaggiore. Ora Maggi, già presente con la mostra Amazzonia, ci ha messo a disposizione circa 160 pezzi del suo archivio, una documentazione di tantissimi artisti statunitensi».

Dal canto suo, Maggi si è detto convinto che il Diotti oggi sia il museo che ha il fondo più cospicuo di questa espressione artistica che è la Mail Art. «L’arte postale rappresenta la quintessenza della comunicazione creativa», ha aggiunto Maggi. Francobolli, buste, cartoline, tra scardinamento di regole e canoni. «La Mail Art non si fa per soldi o per la fama, è emozione pura. Io, per esempio, ricevevo delle cartoline profumate di un grande artista belga. Cose che naturalmente il computer non può trasferirci. E senz’altro gli Stati Uniti sono da sempre il Paese con la più alta presenza al mondo di networkers». In occasione della mostra viene diffusa la pubblicazione Mail Art al Museo Diotti, sempre a cura di Ruggero Maggi.

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