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CREMONA: LA PROSA

Eterni Romeo e Giulietta, quando l’amore non conosce età

Applausi per Paola Gassman e Ugo Pagliai al Teatro Ponchielli, nell’allestimento dei Babilonia Teatri

Nicola Arrigoni

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narrigoni@laprovinciacr.it

22 Settembre 2021 - 09:02

Eterni Romeo e Giulietta, quando l’amore non conosce età

Ugo Pagliai e Paola Gassman sul palco del Teatro Ponchielli

CREMONA - Piccola confessione: in tempi di astinenza da teatro, causa lockdown, vedemmo «Romeo e Giulietta. Una canzone d’amore» su Rai 5 e ne ricevemmo un senso di noia assoluta, o quasi. Seconda piccola confessione: ieri sera al Ponchielli (ri)vedendo «Romeo e Giulietta», decostruito dai Babilonia Teatri complici Paola Gassman e Ugo Pagliai ci siamo ricreduti,

L’intensità dei versi di Shakespeare viene affidata alla recitazione classica dei due protagonisti e questo basta per dire di un teatro che frequenta la finzione per cercare la verità

rafforzati nella convinzione che il teatro viva con i suoi fantasmi nel qui ed ora della presenza di pubblico e artisti che condividono la stessa magia, lo stesso sogno. Eppure Enrico Castellani — nei panni di un regista interno che ferma l’azione, interroga gli attori a bordo palco — e Valeria Raimondi, coreuta narrante che tiene le fila della vicenda, fanno di tutto perché non si creda a quella storia che appare un pre-testo per parlare di teatro, per interrogare quei due interpreti con tante primavere alle spalle che si misurano con le parole esperte e furiose di William Shakespeare e dei due giovani amanti veronesi. Eppure, malgrado tutto, l’amore tragico e intenso di «Romeo e Giulietta» finisce con l’appartenerci nel suo essere fulmineo ed eterno, condannato a morte certa e a imperitura memoria. Il pensiero scenico di Castellani/Raimondi su «Romeo e Giulietta» è giocato per ossimori, si sviluppa per contrapposizioni e similitudini, in un gioco di spiazzamento che chiede di saltare da un piano all’altro in un circo di parole e azioni che si intrecciano con la leggerezza dei giochi di prestigio. I Babilonia affidano il ruolo dei due giovanissimi innamorati alla coppia longeva del teatro Gassman/Pagliai, chiedono al sindaco Galimberti — nelle vesti di padre Lorenzo — di celebrare le nozze dei due rampolli, svelando che Gassman e Pagliai sono una coppia di fatto, mai sposati. L’intensità dei versi di Shakespeare viene affidata alla recitazione classica dei due protagonisti e questo basta per dire di un teatro che frequenta la finzione per cercare la verità.

I Babilonia Teatri giocano sul filo della lama di un coltello — quello con cui si ucciderà Giulietta — e i coltelli che Francesco Scimeni lancia alla coppia in eleganti abiti da sera. In questo entrare ed uscire, alternare le battute shakespeariane con il racconto di vita e teatro dei due attori si compie l’azione dal triplo, se non quadruplo salto mortale che porta a sintesi la potenza di Eros e Thanatos, la passione travolgente e la consuetudine di una lunga vita vissuta insieme che Castellani e Raimondi affidano alle note di «Più mi innamoro di te» di Luigi Tenco, in un inedito sesto atto della tragedia.

E allora la storia dei due amanti di Verona, la testimonianza di arte e di vita di Paola Gassman e Ugo Pagliai, il circo teatrale che Enrico Castellani, Valeria Raimondi e Francesco Scimeni costruiscono sul grande palco del Ponchielli si stempera in un acchiappare le lucciole dei due innamorati dai capelli bianchi e nel chiudersi del sipario, mentre il pubblico applaude con calore un «Romeno Giulietta» sicuramente insolito che ha avuto il merito di raccontare dall’interno il teatro, in un ideale dialogo amoroso fra due coppie della scena: Paola Gassman e Ugo Pagliai e Valeria Raimondi ed Enrico Castellani. Si crede che ce ne sia abbastanza, si crede che ancora una volta Babilonia Teatri si facciano apprezzare per il loro pensiero scenico, per il coraggio di usare il teatro per leggere nel gran libro del mondo... per citare Carlo Goldoni.

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