L'ANALISI
31 Marzo 2026 - 10:51
Ilaria Marzi (direttrice sanitaria di Ats Val Padana) Maurizia Generali (volontaria) Antonio Sartor (presidente regionale dell’Aido) e Francesco Pietrogrande (presidente provinciale dell’Aido)
CREMONA - La curva dei consensi alla donazione di organi si sta flettendo verso il basso. Un dato che è motivo di preoccupazione per Aido, associazione attiva sul territorio per diffondere la cultura e la consapevolezza sul tema. Sabato scorso, in Seminario, si è svolta l’assemblea provinciale per fare il punto sulle problematiche e preparare l’agenda delle prossime iniziative del 2026.
All’incontro erano presenti anche i rappresentanti delle istituzioni, oltre naturalmente ai presidenti e consiglieri dei Gruppi comunali. Il presidente provinciale Aido, Francesco Pietrogrande, ha guidato i lavori facendo gli onori di casa, per poi passare la parola agli ospiti: il sindaco, Andrea Virgilio, il presidente della Provincia, Roberto Mariani, la direttrice sociosanitaria di Ats Val Padana, Ilaria Marzi, e il presidente regionale Aido, Antonio Sartor. Sono stati inoltre riportati i saluti del direttore generale dell’Asst, Ezio Belleri. Interventi che hanno evidenziato «l’importante ruolo svolto dall’associazione e la collaborazione tra Aido e ognuna di queste istituzioni».
E Virgilio ha detto: «Donare è un atto semplice, ma di grande valore. Tutti possono esprimere il proprio consenso anche in Comune, al momento del rilascio o del rinnovo della carta d’identità». Pietrogrande è poi entrato nel merito delle attività svolte lo scorso anno, che hanno visto l’Aido provinciale coinvolta in diverse iniziative di promozione e informazione sulla donazione degli organi. Gli iscritti all’associazione sono in crescita: in totale 15.750, con un incremento di 219 nuovi soci.

Ulteriore elemento positivo riguarda gli incontri dei volontari con le scuole della provincia, che sono stati numerosi e hanno ricevuto ottimi riscontri: durante lo scorso anno scolastico, Aido ha organizzato 41 appuntamenti sul territorio, a cui hanno partecipato quasi 1.700 studenti e 84 insegnanti. A livello nazionale, i trapianti di organi sono in aumento: nel 2025, sono stati 4.697, con un forte incremento di quelli a cuore fermo. «Presso il nostro ospedale — ha chiarito Pietrogrande nel corso del suo intervento — ci sono state 11 donazioni a cuore battente, 5 a cuore fermo e 20 multi-tessuto».
Tuttavia, «contrariamente al buon andamento delle donazioni e dei trapianti, calano in maniera preoccupante i consensi agli Uffici anagrafe al momento della richiesta o del rinnovo della Carta d’identità». Nella nostra provincia, nel 2025 il 57,7 % ha detto Sì, il 42,3 % si è espresso negativamente. Un dato preoccupante che necessita di maggior impegno da parte di Aido nella sensibilizzazione dei cittadini anche in considerazione del fatto che entro il 3 agosto dovranno essere sostituite le carte d’identità cartacee.
A tale scopo, Aido è pronta ad avviare una campagna di informazione grazie alla partecipazione ad un bando della Fondazione Comunitaria della Provincia. Infine, nel corso dell’assemblea è stato presentato anche il Piano delle attività del 2026 con i banchetti informativi in occasione della Giornata Nazionale della donazione del 19 aprile e della Giornata del Sì a fine settembre, oltre alla presenza in occasione di eventi sportivi e culturali per diffondere il messaggio del dono.
Pietrogrande, a margine dell’incontro, ha passato in rassegna le possibili cause di questo trend in discesa. «Ci sono più fattori che, a livello provinciale così come in tutta Italia, stanno contribuendo a diffondere un senso di scetticismo sul tema della donazione organi» — questa la premessa —. Molte persone a Cremona hanno preferito non esprimersi positivamente, il che dipende in primo luogo da un fattore generazionale. Spesso le persone più anziane preferiscono negare il consenso alla donazione, temendo che i propri organi possano risultare meno utili per ragioni di età. Si tratta di un falso mito: la ricerca sta andando avanti, e grazie a tecnologie sempre più avanzate tutti possono essere d’aiuto. Ci sono state persone ultracentenarie che hanno donato organi con esito positivo. Parallelamente, spiega Pietrogrande, «c’è una fascia di giovani che sono restii a dire sì. La fascia d’età intermedia, compresa tra i 30 e i 65 anni, resta quella più solida, che risponde molto positivamente».
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