L'ANALISI
28 Marzo 2026 - 05:15
CROTTA D’ADDA - Edison non si arrende, ma non lo fanno neppure gli enti locali: poche settimane fa sono state depositate, presso il Ministero dell’Ambiente, altre integrazioni al progetto per la realizzazione di una nuova centrale idroelettrica in località Budriesse, contestata da più parti e ora bocciata per l’ennesima volta. L’infrastruttura dovrebbe sorgere sul fiume Adda in prossimità della confluenza in Po, sul territorio di Crotta al confine con Maccastorna e Castelnuovo Bocca d’Adda.
Dopo i «No» espressi negli ultimi due anni dagli agricoltori locali e dalla maggior parte degli enti interessati (Regione Lombardia compresa) la società insiste nell’evidenziare la valenza dell’iniziativa e così, in sede di Valutazione impatto ambientale, si è riaperto per la quarta volta un periodo di osservazione: 15 giorni, appena scaduti, per esaminare gli ultimi documenti prodotti. Nel piano redatto dall’ingegnere Luigi Lorenzo Papetti viene precisato che c’è l’intenzione di «cooperare con gli enti competenti, allo scopo di ottimizzare l’inserimento dell’impianto nel contesto territoriale locale».
E ancora: «La costruzione di una centrale ad acqua fluente permetterà di impiegare la portata naturale dell’Adda per la produzione di energia elettrica rinnovabile senza determinare alcun consumo di risorsa idrica, elevando la traversa attuale ad opera di interesse pubblico. L’impianto potrà contribuire infatti al raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione, mitigazione climatica, sviluppo sostenibile e sicurezza del sistema energetico nazionale».
Edison garantisce anche di aver «valutato le dinamiche sedimentologiche e morfologiche nel tratto di fiume Adda interessato, adeguando il design dell’opera e le sue modalità di gestione al fine di minimizzarne gli impatti». Nelle 61 pagine di relazione vengono quindi illustrate le integrazioni migliorative «che interesseranno un’area di estensione ben superiore a quella soggetta a rimozione di vegetazione e a quanto stabilito dalle linee guida per le misure compensative di Regione Lombardia».
Sul portale ministeriale delle procedure di Via sono state depositate quattro osservazioni: di Parco Adda Sud, Aipo, Autorità di bacino distrettuale del fiume Po e Provincia di Cremona. Il primo ente si limita a confermare i pareri espressi a suo tempo, quando aveva sottolineato che «il progetto, non differente da quelli a suo tempo presentati da altre società, determina un impatto di carattere paesaggistico e ambientale non compatibile con la normativa adottata dal Parco e approvata da Regione Lombardia».
Aipo dà a sua volta parere negativo, motivandolo in dettaglio in 9 punti e concludendo: «Il costo di realizzazione e la produttività dell’impianto non tengono in debito conto il valore dei lavori di adeguamento e ripristino che si renderebbero necessari per garantire l’attuale stato di sicurezza idraulica del tratto di Adda e Po interferito». Anche AdbPo parla della permanenza di «criticità rilevanti» e di fatto conferma il parere di Aipo.
Infine la Provincia di Cremona, che attraverso la dirigente Barbara Pisaroni analizza con precisione ogni aspetto concludendo: «Si rileva il permanere di significative carenze documentali, nonché di lacune e inadeguatezze tali da non consentire un’analisi completa, circostanziata ed esaustiva delle problematiche connesse alla realizzazione dell’impianto». E ancora: «Si configura un impatto rilevante sul territorio, con ricadute negative sulla biodiversità, sulla sicurezza geologica, idrogeologica ed idraulica».
A due anni dal deposito della prima richiesta di Edison, datata 3 gennaio 2024, il rilascio della Via sembra dunque ostacolato con forte decisione dal territorio. Così come era già avvenuto in occasione dei precedenti progetti, presentati da altre società e respinti nel 2017 e nel 2021.
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