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Da Hollywood per il dono del Papa

L’artista del tatuaggio Freddy Negrete a Crema riceve il rosario benedetto da Leone XIV

Riccardo Maruti

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27 Marzo 2026 - 05:15

Da Hollywood per il dono del Papa

Il tatuatore americano Freddy Negrete e Gian Maria Regazzetti all’ElevenInk studio di Crema. A destra il rosario benedetto

CREMA - Da Los Angeles a Crema, con una tappa simbolica in Vaticano. Freddy Negrete, maestro tatuatore e attore di Hollywood, è sbarcato per la prima volta in Europa inseguendo un dono carico di significato: il rosario benedetto da Papa Leone XIV.

A rendere possibile l’incontro con il Santo Padre — seppur a distanza — è stato il cremasco Gian Maria Regazzetti, imprenditore del tattoo e patron dell’ElevenInk studio, capace di arrivare fino ai vertici della Santa Sede raccontando la storia di un artista dall’immagine dura ma dalla fede profonda.

Così il Pontefice ha impugnato l’aspersorio per benedire la corona destinata a Negrete, poi giunta fino a Crema. Un gesto che per il pioniere californiano del ‘fine line black & grey’ in stile chicano – linee sottili, sfumature morbide, richiami alla cultura di strada e alla spiritualità – assume il valore di un passaggio intimo e personale.

Prima dell’approdo in terra cremasca, Negrete ha lasciato il segno alla Vicenza tattoo convention, evento internazionale firmato proprio da Regazzetti. Qui ha realizzato i suoi primi tatuaggi nel Vecchio Continente, trasformando ogni opera in un frammento di storia sulla pelle di chi l’ha scelta.

Poi il trasferimento a Crema, cuore dell’accoglienza: insieme al rosario, ha ricevuto anche una statua artigianale della Madonna di Guadalupe, dono del team di ElevenInk. L’uno e l’altra sono subito entrati nella sfera più privata dell’artista e oggi esposti tra i suoi ricordi più cari, dopo il rientro negli Stati Uniti.

Attore in film cult come ‘Blade’, ‘Austin Powers’ e ‘Patto di sangue’, ma soprattutto figura cardine del tatuaggio contemporaneo, Negrete a Crema ha vissuto un passaggio che unisce arte, fede e identità. Per Regazzetti e il suo mondo, resta il segno di un incontro che pesa come una consacrazione.

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