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PALAZZO PIGNANO

Protezione civile nel cascinale confiscato

Dal crimine al bene comune: il Comune prevede anche un’area feste e un alloggio protetto

Stefano Sagrestano

Email:

stefano.sagrestano@gmail.com

27 Marzo 2026 - 05:10

Protezione civile nel cascinale confiscato

PALAZZO PIGNANO - La ristrutturazione di un cascinale per farne la nuova sede della Protezione civile Vacchelli (gruppo intercomunale con Vaiano Cremasco), il recupero di un terreno per trasformarlo in uno spazio comunale per le manifestazioni e le feste, la ristrutturazione di un ulteriore appartamento. Sono questi i primi progetti che il Comune ha messo in campo per sfruttare i beni confiscati alla criminalità organizzata, ben 48 immobili, tra appartamenti, garage e magazzini e aree.

Le richieste di finanziamento saranno presentate in Regione. Da non dimenticare che da Palazzo Lombardia l’anno scorso erano già stati garantiti i fondi per ristrutturazione dei due appartamenti di via Barzoni e un altro finanziamento per la demolizione di immobili sui terreni confiscati a sud dell’abitato di Scannabue, dove Inail andrà a costruire il nuovo polo dell’infanzia 0-6 anni.

Nel frattempo, per snellire e rendere più tempestive le procedure che portano alla delibera per la destinazione d’uso dei beni confiscati, nei giorni scorsi il consiglio ha approvato il relativo regolamento comunale.

«In linea con il codice antimafia – chiarisce il sindaco Giuseppe Dossena – promuoviamo il riutilizzo dei beni confiscati come strumento per diffondere la cultura della legalità, della giustizia sociale e della solidarietà. L’azione si fonda sui principi di trasparenza e pari trattamento, disciplinando le modalità di utilizzo degli immobili che entrano a far parte del patrimonio indisponibile dell'ente

L’amministrazione ha già scelto di destinare le 48 proprietà acquisite esclusivamente a finalità istituzionali e sociali, con i proventi che saranno reinvestiti nel welfare e nella manutenzione straordinaria degli immobili stessi.

«Abbiamo ora costituito un gruppo di lavoro permanente che si occuperà di analizzare i bisogni del territorio e coordinare i programmi con gli altri enti – prosegue Dossena – ne facciamo parte io, i responsabili delle aree tecnica, sociale e di vigilanza del Comune, il segretario comunale e gli assessori al Welfare e Lavori pubblici».

Il regolamento è stato adottato con otto voti favorevoli e l’astensione dell’ex vicesindaco oggi all’opposizione Maurizio Monteverdi. «Un ringraziamento va al vicesindaco Pietro Rossi per il lavoro svolto sulle procedure – conclude Dossena – e a Paola Pastorino, coordinatrice tecnica del programma formativo di Anci Lombardia sulle proprietà confiscate alla criminalità».

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