L'ANALISI
23 Febbraio 2026 - 05:05
BAGNOLO CREMASCO - Un appartamento in un piccolo edificio condominiale e un garage. Sono i beni sequestrati dallo Stato che si trovano in paese, per i quali la giunta Aiolfi ha deciso di farsi avanti con una manifestazione d’interesse, in modo da poterli avere gratuitamente e destinarli per finalità di tipo sociale, come prevede la normativa in vigore. La legge sui beni confiscati alla criminalità organizzata prevede infatti che siano trasferiti per questi scopi in via prioritaria al patrimonio del Comune, dove hanno sede gli immobili.
A fronte della manifestazione d’interesse decisa dalla giunta, non dovrebbe esserci alcun ostacolo all’acquisizione da parte dell’amministrazione bagnolese. L’appartamento e il box auto si trovano al civico 9 e 11 di via Carlo Lamera, nel centro del paese, a due passi da piazza Moro, dalla chiesa parrocchiale e a breve distanza dal palazzo comunale e dagli altri servizi, come le scuole.
Una volta venuta in possesso dell’appartamento e del garage, l’amministrazione potrà, sulla base di un’apposita convenzione, assegnare i beni in concessione, a titolo gratuito e nel rispetto dei principi di trasparenza, adeguata pubblicità e parità di trattamento, a comunità, anche giovanili, enti, associazioni rappresentative, organizzazioni di volontariato.
Oppure a cooperative sociali, comunità terapeutiche e centri di recupero e cura di tossicodipendenti, nonché alle associazioni di protezione ambientale riconosciute. Punto fermo, devono essere realtà senza scopo di lucro. La convenzione disciplinerà la durata, l'uso del bene, le modalità di controllo sulla sua utilizzazione. In alternativa i beni possono essere utilizzati dal Comune per finalità di lucro e i relativi proventi devono essere reimpiegati esclusivamente per scopi sociali.
L’amministrazione avrà tempo due anni per assegnare o utilizzare i beni confiscati. Ci sono già diversi Comuni nel Cremasco che si sono visti assegnare immobili e proprietà di questo tipo. I casi più eclatanti sono Pino d’Adda, con la tenuta Terre e Libertà, confiscata per evasione fiscale, e Palazzo Pignano, con ben 47 beni immobili. Poi Casaletto Vaprio, che ha aperto una struttura sociale, e altri enti.
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