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NELLE AULE DI GIUSTIZIA

Ex giocatore di basket condannato a 4 anni per maltrattamenti su moglie e figlie

Si difende: «I Testimoni di Geova hanno fatto il lavaggio del cervello alla mia famiglia». Disposti anche risarcimenti immediati per le vittime costituite parte civile

Francesca Morandi

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fmorandi@laprovinciacr.it

25 Marzo 2026 - 17:01

Ex giocatore di basket condannato a 4 anni per maltrattamenti su moglie e figlie

Il tribunale di Cremona

CREMONA - Ha negato di aver messo le mani addosso alla moglie, di averle sputato addosso, di averla offesa, di aver litigato davanti alle sue tre figlie e di averle maltrattate. «Perché mi hanno accusato? I testimoni di Geova hanno fatto il lavaggio del cervello». L'uomo è stato condannato a 4 anni di reclusione e a 3mila euro a testa di risarcimento (una provvisionale immediatamente esecutiva) a moglie e figlie, parti civili con l’avvocato Elena Guerreschi. Il pm onorario aveva chiesto 4 anni. Alla lettura della sentenza (la motivazione sarà depositata entro 60 giorni) oggi l’imputato era presente in aula, accanto all’avvocato Raffaella Buondonno.

Si chiama Ladji, ha 53 anni, è originario della Costa d'Avorio. Segni particolari: è altissimo. Ha giocato a basket nella squadra della città che gli ha dato i natali e quando, da ragazzo, è arrivato in Italia «per studiare», l'hanno preso nei «Juniores della JuVi (Bi 1 e B2). Ruolo? Pivot e centrale».

A Cremona, dal 1999 al 2018, per l’accusa Ladji avrebbe maltrattato la moglie e le tre figlie, cagionando loro «penose condizioni di vita». Avrebbe «frequentemente percosso la moglie, anche colpendola con la fibbia della cintura». L’avrebbe insultata, umiliata anche alla presenza dei figli: ‘Sei una stupida, non capisci niente...’. L’avrebbe obbligata ad avere rapporti sessuali, in una occasione le avrebbe stretto il collo con violenza, in gravidanza le avrebbe assestato un pugno al volto.

Il papà avrebbe dato schiaffi e pugni a una figlia, «percuotendola anche con la cintura», l’avrebbe insultata: ‘Ma tu non sei normale, sei proprio scema’. All’altra figlia avrebbe assestato un pugno in faccia «per futili motivi», sputandole in faccia e insultandola. Una volta, l’avrebbe strattonata per un braccio, rompendole il telefonino che teneva in mano. Infine, una notte d’inverno, avrebbe buttato fuori casa e costretto a dormire in auto moglie e figlie.

La moglie al processo e le figlie nell’incidente probatorio, hanno confermato tutto.

Nel difendersi, l’uomo aveva riferito che «da quando in casa nostra sono entrati quelli dei Testimoni di Geova, la nostra è diventata una casa di preghiera, tutti i giorni erano lì. ‘Ma andate anche dagli altri’. Tutti i giorni, non l’ho più accettato. E da lì, sono cominciati i problemi, hanno fatto il lavaggio di cervello a mia moglie, hanno messo cose in testa ai figli».

Ladji oggi fa l’agricoltore. «Ho ereditato le terre da mio padre». Fa su e giù dalla Costa d’Avorio, «perché qui ho le figlie, con le quali le cose adesso vanno bene».

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