L'ANALISI
24 Marzo 2026 - 19:14
CREMONA - Gli oceani: bene prezioso, fragile e da custodire. E per le scuole che insegnano ai propri studenti a prendersi cura dell'acqua, l'Unione europea ha disposto il riconoscimento ufficiale di ‘European blue School’. In città, a riceverlo per la terza volta è stato l'istituto comprensivo Cremona Uno, raggiungendo il livello intermedio di ‘Aquamarine Blue School’. Un titolo che viene attribuito alle scuole che hanno condotto progetti della durata di 2-5 anni o che hanno applicato progetti ripetuti per 3-5 anni consecutivi sul tema della protezione degli oceani.
Le ‘Blue School’ sono scuole, sia dell'entroterra sia costiere, che considerano l'oceano come parte centrale del programma scolastico. Si tratta di un approccio dal basso che promuove la partecipazione collettiva per un oceano sano ed un utilizzo responsabile delle risorse marine, coinvolgendo tutte le fasce d'età, dall'asilo alle scuole secondarie alle università.
Il motivo per cui la scuola si è aggiudicata il riconoscimento è rappresentato dal progetto eTwinning ‘Green Heroes’ della classe 3B della primaria Trento Trieste, promosso dalle docenti Monica Boccoli e Maria Giovanna Cremonesi, con il supporto dell'ambasciatrice scientix Simonetta Anelli. Preziosa è stata la collaborazione con il capitano Luca Ricciotti e il maresciallo Capo Barbara Stocchi del Nipaaf di Cremona (Nucleo investigativo di Polizia ambientale, agroalimentare e forestale). Il progetto ha ricevuto anche i certificati di qualità eTwinning nazionale ed europeo. Si è trattato di un percorso sullo studio delle piante per la salvaguardia dell'ambiente. Partendo dall'obiettivo 11 dell'Agenda 2030 dell'Onu, gli studenti hanno creato in classe uno spazio accessibile a tutti per osservare e studiare il ciclo di vita delle piante, costruendo una serra idroponica con sensori per misurare la temperatura, l'umidità e luci led per favorire la crescita delle piante anche di notte.
I temi della ricerca scientifica sono stati approfonditi in raccordo con altre istituzioni come Enea, l'Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, Esero, il programma di divulgazione scientifica per le scuole delle Agenzie spaziali italiana ed europea, e l'Università Cattolica di Milano.
Nel corso del progetto, gli studenti hanno effettuato alcuni esperimenti per verificare quanto l'acqua sia importante per i vegetali. Durante gli incontri con il nucleo della polizia ambientale, che ha illustrato la situazione agricola sul territorio, è stato affrontato anche il tema di un'irrigazione calibrata e di precisione, anche attraverso l'uso di sensori e mappe di suolo per modulare l'acqua in base alle esigenze reali. Le serre idroponiche costruite dagli studenti, grazie al sensore di umidità, comportano meno sprechi, più resa, meno stress idrico.
«Siamo orgogliosi del riconoscimento che anche quest'anno ci è stato attribuito» — commenta la dirigente scolastica, Maria Giovanna Manzia. «Come scuola, ci impegniamo moltissimo sul fronte dell'educazione ambientale. Quest'anno lo abbiamo reso questo approccio ancora più continuativo, raggiungendo così il livello intermedio di Acquamarine Blue School».
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