L'ANALISI
RIFORMA DELLA GIUSTIZIA: LE REAZIONI
23 Marzo 2026 - 20:00
Micol Parati e Carlo Maria Grillo
CREMONA - Quasi due mesi di 'tour de force' in provincia: incontri e confronti, dibattiti e gazebo. È di giovedì sera il suo appuntamento referendario per convincere i cittadini a votare sì alla separazione delle carriere di giudici e pm. Poi, il week-end di silenzio elettorale dedicato al riposo («Ho dormito 48 ore»), lunedì mattina la corsa al seggio prima di recarsi nel suo studio legale.
«Certo che dispiace molto per il risultato» commenta Micol Parati, presidente della Camera penale di Cremona e Crema 'Sandro Bocchi' — «ma sicuramente non sarà quello che ci ferma. Per le Camere penali la separazione delle carriere è un obiettivo statutario, non muore con il referendum. Come camera penale abbiamo fatto il nostro dovere. Probabilmente, dovremo aspettare ancora un po’ di tempo, ma abbiamo aspettato 40 anni, abbiamo pazienza e quando c’è da lottare, lottiamo. Continueremo a fare quello che abbiamo sempre fatto, a tutelare tutti, il giusto processo, i giusti riconoscimenti di tutti».
Parati guarda al risultato del territorio. Nelle 401 sezioni, con il 58,51% il sì ha battuto il no fermo al 41,49%. «La provincia di Cremona ha molti sindaci di sinistra, ero convinta che vincesse il no. Se non avevo letto male, tra le province lombarde, la provincia di Cremona era quella con più Comitati per il No».
Il primo «grazie» della presidente Parati va alla Camera penale: «Sono molto, molto orgogliosa della Camera penale, non solo dei miei consiglieri, ma anche degli iscritti, quelli che sono venuti a fare i banchetti, quelli che sono venuti agli incontri, quelli che hanno fatto gli incontri. Vuol dire che siamo una Camera penale compatta, quando è stato il momento di lavorare, di rinunciare a del tempo in parte dedicato alla propria famiglia, al lavoro, alla vita privata, tutti si sono dati da fare. Hanno partecipato attivamente, hanno organizzato convegni, vi hanno partecipato. È stato un impegno molto gravoso».
L'altro «grazie ai magistrati del sì». Venerdì a Torino, Parati ha incontrato la giudice Natalia Ceccarelli, toga alla Corte d'appello di Napoli. «Come dice lei, noi avvocati abbiamo aiutato loro ad emergere, a non essere condizionati. Loro hanno dato a noi delle chiavi di lettura che, diversamente, non avremmo avuto. Si sono molto spesi anche a loro discapito. Massima ammirazione anche per il coraggio di essersi esposti».
La presidente Parati si dice anche «molto contenta del modo con cui ci sono stati i confronti da parte di tutti, da parte nostra, dei Comitati del No e dei magistrati: c’è stato sempre un bel modo di confrontarci con massimo rispetto». E, infine, si dice «molto contenta del fatto che molta gente sia andata a votare; vuol dire che abbiamo fatto partecipare le persone.» In più di un incontro, al tavolo dei relatori Parati si è trovata al fianco di Carlo Maria Grillo, magistrato in pensione che si è speso per il sì.
«Hanno vinto ancora i conservatori — commenta Grillo —. Se agli italiani questa giustizia e questi magistrati piacciono, beh, se li tengano stretti. A me non piacciono. Io ho tentato di cambiare qualche cosa. Spinto dal mio innato senso di giustizia, ho ritenuto di contestare e contrastare tutte le bugie e le fandonie, le falsità e le ingiurie che i sostenitori del No hanno detto». Su WhatsApp rimbalza un video di magistrati che a Napoli brindano, cantando 'Bella Ciao'. «Le argomentazioni dei fautori del no — commenta Grillo — si evincono chiaramente da questi magistrati napoletani che inneggiano alla vittoria, cantando 'Bella ciao'. Questo per dire di come la politicizzazione del referendum abbia influito sul risultato».
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