L'ANALISI
RIFORMA DELLA GIUSTIZIA: LE REAZIONI
23 Marzo 2026 - 19:14
Matteo Piloni, Riccardo Vitari e Marcello Ventura
CREMONA - Il distinguo tra dato nazionale e locale rincuora il centrodestra, il successo netto del no dà forza al centrosinistra. Dai consiglieri regionali arrivano i commenti sull’esito referendario. «La vittoria del no difende la Costituzione messa in discussione dal governo – evidenzia Matteo Piloni (Pd) –: il voto è politico e su di esso hanno influito anche le scelte del governo nel contesto internazionale e il sostegno incondizionato di Meloni a Trump. In Lombardia il quadro è più articolato. Nelle grandi città, a partire da Milano, il no prevale, mentre nella nostra provincia, si afferma il sì. Una differenza che dovrà essere analizzata. Conferma le sensibilità diverse tra aree urbane e territori, e ci richiama alla necessità di rafforzare la nostra presenza e la nostra capacità di ascolto.»
Poi il quadro generale. «La grande partecipazione è un segnale forte al governo Meloni, e deve spingere il centrosinistra a tornare a occuparsi delle problematiche concrete della vita delle persone – conclude Piloni –. Da qui dobbiamo ripartire per costruire fiducia, consenso e un’alternativa all’attuale governo, anche facendo proposte per migliorare la giustizia in Italia.»
Per il consigliere regionale Riccardo Vitari (Lega), «il sì prevale proprio nelle regioni amministrate dalla Lega - Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino – le uniche in Italia. Segno che dove si governa bene, i cittadini chiedono più efficienza, meno burocrazia e un sistema giudiziario più vicino alle esigenze reali. In particolare, l’esito nella nostra provincia dimostra la sensibilità di un territorio fatto di imprese, lavoratori e famiglie che chiedono certezze, tempi rapidi e regole chiare. Non è un voto ideologico, ma una richiesta concreta di modernizzazione.» Un tema molto sentito anche nel territorio.
«Nella provincia di Cremona il dato è ancora più netto, con il 58% – conclude il consigliere cremasco –: questo significa che la nostra provincia ha scelto la strada del cambiamento. Il messaggio che arriva da Lombardia e Cremona è chiaro: la giustizia deve cambiare. La Lega continuerà a portare avanti questa battaglia, perché un Paese più giusto e più efficiente è una condizione fondamentale per crescere e competere.»
Dello stesso avviso anche il consigliere di Fratelli d’Italia, Marcello Ventura, che si concentra sui risultati locali che premiano i sostenitori della riforma: «A guardare Cremona e la Lombardia registriamo una grande vittoria del Sì, segno della condivisione del nostro progetto. Purtroppo nella maggioranza delle regioni ha prevalso il No. Peccato, perché non era un voto politico, contro il Governo Meloni, ma tecnico, per riportare al centro del processo la giustizia per qualsiasi cittadino, con un giudice equidistante da accusa e difesa. Purtroppo i cittadini italiani non hanno condiviso questo progetto, e dobbiamo rispettare la decisione del popolo italiano».
Tuttavia, assicura Ventura, il risultato non incrina né l’azione del Governo né l’attività del partito: «Orgogliosi del Sì che abbiamo raccolto in Lombardia e in tante province continueremo con il buon lavoro che stiamo facendo per affermare i valori e diffondere le idee di Fratelli d’Italia. La strada per far affermare ancora di più il nostro partito è segnata e la percorreremo senza timori da qui in avanti».
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