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ROMANENGO: IL CASO

Salma senza sepoltura, Silva: «Non è un caso isolato»

L’ex sindaco critica il primo cittadino Oneta e punta il dito su uffici, lavori e servizi ai cittadini

Riccardo Maruti

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rmaruti@laprovinciacr.it

24 Marzo 2026 - 05:20

Salma senza sepoltura, Silva: «Non è un caso isolato»

L'ex sindaco Giovanni Silva e uno scorcio del cimitero di Romanengo

ROMANENGO - Una sepoltura shock, con lastre di polistirolo al posto della lapide, e il dolore di una famiglia trasformato in indignazione. È successo al cimitero di Romanengo: un episodio che ha fatto rapidamente il giro del paese e acceso lo scontro politico. Giovanni Silva, ex sindaco e storico riferimento del centrosinistra locale, parte dalla solidarietà per poi affondare il colpo: «È solo l’ultimo, gravissimo episodio che certifica l’incompetenza e la mancanza di rispetto verso i cittadini da parte dell’amministrazione comunale».

Nel mirino finisce il sindaco Federico Oneta, che aveva spiegato di aver «affidato il servizio di tumulazione all’agenzia funebre di riferimento». Una linea difensiva che Silva respinge senza mezzi termini: «Non bastano le giustificazioni. L’amministrazione è sempre responsabile del corretto svolgimento di queste funzioni, soprattutto in momenti così delicati». Poi il racconto scivola su un terreno più ampio, quello della gestione del cimitero: «Non si sapeva neanche quale loculo fosse assegnato. Da tempo si ha la sensazione che regni l’improvvisazione, per non parlare del degrado».

Il passo successivo risulta quasi naturale: dal caso singolo a una critica sistemica. «È ormai da tempo che la minoranza sollecita il sindaco sull’organizzazione degli uffici comunali. C’è un fuggi fuggi di dipendenti che lasciano scoperti servizi fondamentali». E la domanda resta sospesa: «Perché?». Silva stila l’elenco dei disagi: «I cittadini devono andare a Offanengo, Casaletto di Sopra o Salvirola per la carta d’identità, oppure a Crema per registrare i nuovi nati».

Poi l’affondo sulla scelta amministrativa: «Si è deciso di appaltare l’ufficio tecnico a una società bresciana per circa 140mila euro. Non era meglio assumere personale?».

Il filo del discorso tiene insieme anche urbanistica e opere pubbliche: «Ci sono partite importanti come il piano regolatore: le lasciamo a una società esterna mentre il sindaco, dopo due anni, non ha ancora portato in consiglio la nomina di una commissione?». E ancora: cantieri fermi e interrogativi aperti. «Perché sono bloccati i lavori della cascinetta? Perché quelli al campo di calcio, con il rischio che il tappeto non sia conforme? Ci saranno aumenti di spesa? Chi li paga?».

La critica si allarga fino alla quotidianità del paese: «Strade, verde pubblico, piazze: basta fare un giro per vedere lo stato delle cose». E torna il tema della sicurezza: «Via Carrobio è pericolosa da anni, con auto che sfrecciano e dossi mai ripristinati. I cittadini scrivono, ma non ricevono risposte». Il finale è una stilettata politica: «I cittadini meritano rispetto. Non tutto si può fare, ma un sindaco deve ascoltare, spiegare, confrontarsi. Basta la volontà». 

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