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IL CASO

A Romanengo salma senza sepoltura

Denuncia della minoranza: «Niente operatori comunali né polizia locale: fatto inaccettabile». Il feretro è stato collocato in un loculo provvisorio e quindi chiuso con pannelli di polistirolo

Riccardo Maruti

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rmaruti@laprovinciacr.it

21 Marzo 2026 - 16:40

A Romanengo salma senza sepoltura

L’ingresso del cimitero di Romanengo dove l’ultimo saluto a una compaesana si è trasformato in un momento di profondo smarrimento

ROMANENGO - Un addio incompiuto, interrotto nel momento in cui le parole finiscono e resta solo il silenzio. A Romanengo l’ultimo saluto a una compaesana si è trasformato in un momento di profondo smarrimento. Secondo la ricostruzione del gruppo di minoranza ‘Insieme per Romanengo’, al funerale sono mancati operatori comunali e indicazioni per la tumulazione: il feretro è stato collocato provvisoriamente in un loculo trovato sul posto, chiuso con pannelli di polistirolo.

Già lungo il corteo, spiegano dalla minoranza, è mancato il supporto della polizia locale: nessun presidio, niente accompagnamento. Il passaggio tra le vie del paese è stato così gestito direttamente dai partecipanti, in una inevitabile cornice di disorientamento. Ma è all’ingresso del cimitero che la situazione, spiegano dall’opposizione consiliare, si è fatta più complessa. Nessun operatore comunale presente, zero indicazioni. Solo il carrello per il trasporto del feretro.

E poi, il momento della benedizione, officiata dal parroco, consumata in un clima già sospeso. Finita la preghiera, il vuoto. Smarrimento generale. Nessuno in grado di indicare come procedere e quale fosse il loculo destinato alla tumulazione. Il sacerdote, dopo aver atteso, ha dovuto lasciare il camposanto. Il tempo, però, stringeva anche per gli operatori delle onoranze funebri, chiamati a trovare una soluzione con i soli mezzi a disposizione.

Così, informa la minoranza, è iniziata una ricerca silenziosa tra i loculi. Senza indicazioni ufficiali, senza riferimenti certi. Alla fine, è stato individuato il primo spazio disponibile, a un’altezza accessibile. Lì è stato collocato il feretro, in via provvisoria. Al posto della lapide, nient’altro che un pannello di polistirolo. Un gesto di pietà improvvisata: una chiusura temporanea, dettata dalla necessità di non lasciare la bara incustodita.

La scena, per chi era presente, resta difficile da accettare. «È inaccettabile che in un momento di dolore una famiglia debba scontrarsi con simili lacune dei servizi essenziali», è il commento raccolto tra i partecipanti, ancora scossi. Resta, sospesa, la domanda che la minoranza ripropone nella propria ricostruzione: come è possibile che sia accaduto tutto questo? Una domanda rivolta direttamente all’amministrazione comunale, chiamata ora a chiarire responsabilità e organizzazione di un servizio che, per sua natura, non ammette vuoti. Perché anche nell’ultimo saluto, forse soprattutto lì, ogni dettaglio dovrebbe essere al posto giusto.

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