Cerca

Eventi

Tutti gli appuntamenti

Eventi

PIZZIGHETTONE

Addio favelas, don Davide torna a casa dal Brasile

Testimonianza e aperitivo all’oratorio San Luigi: il sacerdote incontra la comunità

Elisa Calamari

Email:

redazioneweb@laprovinciacr.it

23 Marzo 2026 - 05:25

Addio favelas, don Davide torna a casa dal Brasile

PIZZIGHETTONE - La diocesi di Cremona lo aveva annunciato a dicembre: «A fine gennaio don Davide Ferretti rientrerà e il servizio della Chiesa cremonese presso la diocesi brasiliana di Salvador de Bahia cesserà». Ora proprio don Ferretti tornerà nel suo paese d’origine per raccontare quell’esperienza straordinaria, che per sei anni e mezzo lo ha portato ad aiutare gli ultimi, fino al ‘passaggio del testimone’ alla chiesa locale.

Nell’ambito degli appuntamenti ‘Quaresima di carità’, organizzati dall’unità pastorale Madonna del Roggione, infatti, fra i più significativi ci sarà quello di domenica 29: alle 18, all’oratorio San Luigi, il sacerdote di Pizzighettone parlerà della sua intensa esperienza missionaria in Brasile, vissuta in una realtà lontana dalla nostra ma ricca di umanità e spiritualità. Sarà un’occasione preziosa per ascoltare una testimonianza autentica di missione, carità e Chiesa viva. A seguire, sarà organizzato un aperitivo ‘Made in Brazil’, per condividere insieme un momento di fraternità scoprendo anche i sapori del luogo in cui il don pizzighettonese ha vissuto.

La comunità di Salvador de Bahia era stata fondata 17 anni fa ai margini della favela. Nel novembre scorso a farvi visita era stato anche il vescovo monsignor Antonio Napolioni, insieme a don Umberto Zanaboni, incaricato diocesano per la Pastorale missionaria. Ad accoglierli erano stati i ‘fidei don’ cremonesi, appunto don Ferretti e Gloria Manfredini. A Salvador de Bahia, grazie all’iniziativa di carità portata avanti dall’Ufficio missionario diocesano, è stato avviato anche il progetto ‘Le stelle del bairro’: un’esperienza rivolta all’inizio ad una ventina di bambine e che oggi ne conta circa 200, che seguono lezioni di danza.

«Potrebbe sembrare strano fare un laboratorio di danza classica nel mezzo di una favela – aveva raccontato Manfredini -. In realtà è importante, perché è uno spazio protetto e sicuro dove queste bambine e ragazze possono esprimere loro stesse danzando, formando un gruppo di amiche e di confidenti. E non meno importante è il fatto che le maestre, e in generale tutti gli adulti che si prendono cura di loro, dimostrano di avere su queste bambine uno sguardo diverso da quello che esse possono percepire nella propria vita di tutti i giorni, in una quotidianità passata per lo più in strada: è uno sguardo di bene, di fiducia in loro e nelle loro potenzialità».

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su La Provincia

Caratteri rimanenti: 400