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Commercio in centro, Portesani: «Virgilio e Zanacchi raccontano una città che non esiste»

L'ex candidato sindaco: «L'amministrazione proporrebbe un racconto ottimistico fondato su un perimetro ristretto e su un singolo anno, eludendo un andamento negativo che si protrae da oltre un decennio»

La Provincia Redazione

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22 Marzo 2026 - 12:12

Commercio in centro, Portesani: «Virgilio e Zanacchi raccontano una città che non esiste»

Alessandro Portesani

CREMONA - Alessandro Portesani, capogruppo di Novità a Cremona ed ex candidato sindaco per il centrodestra, interviene nel dibattito sul commercio nel centro cittadino riacceso dalle recenti dichiarazioni del sindaco Virgilio e dell'assessore Zanacchi. «Il sindaco Virgilio e l'assessore Zanacchi stanno provando a raccontare una città che semplicemente non esiste. E lo fanno scegliendo con cura i numeri più comodi, ignorando quelli che descrivono la realtà».

Secondo Portesani, negli ultimi anni Cremona ha visto impoverirsi in modo significativo il proprio tessuto commerciale, con un progressivo svuotamento del cuore urbano: serrande abbassate, meno esercizi, attrattività in calo. «Il punto - sostiene -, è anzitutto politico: l'amministrazione proporrebbe un racconto ottimistico fondato su un perimetro ristretto e su un singolo anno, eludendo un andamento negativo che si protrae da oltre un decennio».

«Qui non si stanno leggendo i dati, li si sta piegando a una narrazione. Si cambiano le parole per attenuare il problema, ma la realtà resta quella che i commercianti vivono ogni giorno: meno attività, più locali vuoti, meno vitalità. Dal territorio - aggiunge -, arriva una domanda netta: meno propaganda e più decisioni operative. Tra le priorità indicate figurano un coordinamento stabile tra urbanistica e commercio, misure efficaci contro i locali sfitti, una tutela più rigorosa del centro storico e scelte fondate su quadri informativi completi, non parziali».

Per Portesani, perseverare nel minimizzare la situazione non fa che ampliare la distanza tra Palazzo e città reale. «Cremona - conclude -, non ha bisogno di essere raccontata meglio: ha bisogno di essere governata meglio, e oggi questa distanza è sotto gli occhi di tutti».

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