L'ANALISI
21 Marzo 2026 - 19:27
SAN GIOVANNI IN CROCE - Terzo tentativo del curatore fallimentare di vendere lo stabile ex sede del supermercato A&O di San Giovanni. Dopo i primi due tentativi andati a vuoto il terzo è stato calendarizzato dal tribunale di Cremona per il prossimo 19 maggio. Il prezzo di partenza stavolta è di 605mila euro, una cifra assolutamente vantaggiosa per un immobile di quelle dimensioni e su una strada altamente trafficata come la strada statale Asolana 343.
La prima asta andata deserta era stata lanciata il 25 settembre 2025 con una base di vendita di 750 mila euro, la seconda il 22 gennaio 2026 con una vendita di 675mila euro. In entrambi i casi nessuno si era fatto avanti. Adesso è stato proposto un ulteriore ribasso, che rispetto alla vendita iniziale è del 20%. La strategia di acquisto di questo tipo di strutture per coloro che sono interessati è piuttosto chiara e prevede di aspettare ribassi importanti per poi acquistare.
Il lotto in vendita è l’unità immobiliare adibita a supermercato e sviluppata su un unico piano fuori terra, con area esterna adibita a parcheggio, in via del Nespolo 1. La relazione di stima è stata firmata dall’ingegner Walter Arcari. I dati catastali mostrano che la superficie è di 1700 metri quadrati. È composto da ingresso, dall’area vendita, area distribuzione merci, ufficio, deposito attrezzature, servizi igienici per i dipendenti e per i clienti, oltre che a locali tecnici, un cortile interno e delle aree a verde.
Tre unità censite al catasto terreni, pur essendo classificate come seminativi irrigui, sono destinate a parcheggio ad uso pubblico, a servizio dell’attività commerciale. La chiusura avvenuta a sorpresa nell’aprile del 2023, aveva privato il paese di un supermercato dopo 18 anni ma ha lasciato anche tanti creditori che aspettano di ricevere i loro soldi. Tra loro ci sono 12 ex dipendenti, difesi dagli avvocati Nicola Gaudenzi, Davide Barbato e Roberto Colombo, che avevano avviato una causa per l’apertura della liquidazione giudiziale contro la società titolare, la Futura Due.
La sussistenza debitoria verso gli ex dipendenti è di circa 300mila euro, mentre verso l’Inps è di circa 100mila euro. Ma tra coloro che devono ricevere pagamenti ci sono anche l’amministrazione comunale con i tributi locali, fornitori di energia elettrica e riscaldamento e fornitori di beni e derrate alimentari. La speranza è che la vendita possa andare a buon fine per permettere ai lavoratori di ottenere quanto gli spetta.
Copyright La Provincia di Cremona © 2012 Tutti i diritti riservati
P.Iva 00111740197 - via delle Industrie, 2 - 26100 Cremona
Testata registrata presso il Tribunale di Cremona n. 469 - 23/02/2012
Server Provider: OVH s.r.l. Capo redattore responsabile: Paolo Gualandris