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SONCINO. VERSO LE ELEZIONI COMUNALI

Voto: incognita dei Cinque Stelle

Non c’è un vero e proprio candidato: da che parte andranno? Occhi puntati su Pedretti

Andrea Niccolò Arco

Email:

andreaarco23@gmail.com

21 Marzo 2026 - 09:14

Voto: incognita dei Cinque Stelle

Una veduta aerea di Soncino

SONCINO - Il sindaco uscente del granitico centrodestra, Gabriele Gallina, e il professore anti-partiti che l’ha sfidato a cortomuso rifiutando ogni accordo, Roberto Grazioli, sono attualmente gli unici candidati alla poltrona di piazza Garibaldi in vista della tornata di maggio. E se è vero che l’annuncio della discesa in campo di Vittore Soldo, segretario locale e nome forte del Pd provinciale, pare ormai essere solo questione di giorni, il borgo intanto si interroga sull’elefante nella stanza: ma chi voteranno i 5 Stelle? E questa domanda, fatta a Soncino, assume un significato completamente diverso da quello che ci si aspetterebbe in ogni altra realtà importante del nostro territorio. Perché? Presto detto: qui i pentastellati, almeno formalmente, non ci sono. Beninteso, non è che non ci siano stati gli ormai demodé ‘meetup’ e volti più e meno noti sono da sempre simpatizzanti o attivisti ma, a livello politico, un vero organo partitico non s’è mai fatto vedere.

La traccia più concreta, per dire, l’ha lasciata una pagina social che si chiama Movimento 5 Stelle Soncino. Ha quasi 3.500 follower, praticamente metà paese, e non posta da sette anni. Che per chi è nato sul web è tutto dire.

Il punto, però, non è questa curiosità. È il fatto che i Cinque Stelle, a Soncino, saranno pure silenziosi ma pesano. Certo, non quel terzo di elettorato che vale da sola Fratelli d’Italia e nemmeno il 16% del Pd o il 14 di Lega e Forza Italia. Però siamo oltre il 3,5%. E 114 voti, in una sfida (quasi certamente) a tre fanno una differenza abissale. Oltretutto, sono conti fatti senza l’oste. E non solo perché questi dati risalgono alle europee di due anni fa, che con l’andazzo di oggi equivale al Giurassico e dicono poco o nulla della realtà odierna, specialmente dopo il riposizionamento dell’elettorato post guerre, ma anche e soprattutto perché una figura di spicco capace di spostare dieci volte quei voti ha dichiaratamente ‘sposato’ la causa contiana.

Ormai lo sanno pure i Matéi che sono automi: è il due volte sindaco Francesco Pedretti. Già leader della stessa formazione oggi superfavorita da cui s’è pacificamente distaccato, è diventato in breve tempo un punto di riferimento per i nuovi pentastellati, quelli che preferiscono l’Avvocato del Popolo a Grillo per capirci. In prima linea sul ‘No’ alla riforma della giustizia e tra i volti più riconoscibili del movimento pacifista ai banchetti Pro-pal non ha mai fatto mistero, come in passato, delle sue posizioni ma allo stesso tempo non si è mai presentato con lo stemmino al petto. E non ha nemmeno fatto endorsement per le amministrative. Per ora, ma restano due mesi. E il Pd non ne ha fatto mistero: «Coi Cinque Stelle ci parliamo». Non l’ha detto Soldo e non è stato nominato Pedretti, in compenso nessuno dei due ha smentito. E il punto è tutto lì: quanto peserà quel voto fantasma? Sarà davvero tale fino all’ultimo? E se ci fosse il colpo di coda? L’unica certezza è che gli appassionati di politica, a Soncino, non si divertivano così tanto da trent’anni a questa parte.

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