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CASALMAGGIORE. SCUOLA

Valori olimpici tra fede e agonismo

Al Polo Romani tavola rotonda tra sportivi e religiosi tra vita, sogni e resilienza

Pierluigi Cremona

Email:

pierluigi.cremona@virgilio.it

20 Marzo 2026 - 17:31

Valori olimpici tra fede e agonismo

CASALMAGGIORE - Si è conclusa con un’esplosione di emozioni e riflessioni profonde la giornata conclusiva del congresso Erasmus dedicata ai valori olimpici. La Palestra dell’Istituto d’Istruzione ‘Giovanni Romani’ si è trasformata in un’arena di dialogo dove lo sport non è stato celebrato solo come performance fisica, ma come linguaggio universale capace di unire mondi apparentemente distanti.

Al centro dell’iniziativa una tavola rotonda d’eccezione che ha visto dialogare la campionessa olimpica di canottaggio Alessandra Montesano, l’imam Agostino Gentile e don Samuele Bignotti, coordinatore del dialogo interreligioso della diocesi di Mantova. Nonostante i background differenti, il messaggio emerso è stato univoco: lo sport è una scuola di vita fondata su pilastri comuni a ogni cultura e fede: perseveranza, rispetto e impegno.

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Mentre l’imam Agostino e don Bignotti hanno evidenziato come la disciplina sportiva rifletta la cura dello spirito e il rispetto per il prossimo, gli studenti hanno incalzato gli ospiti con domande puntuali, cercando di capire come tradurre i valori del campo di gara nelle sfide quotidiane della giovinezza.

Il momento più toccante della mattinata è stata la testimonianza di Montesano. La campionessa casalese ha ripercorso le tappe della sua carriera: dai primi colpi di remo agli anni intensi del college negli Stati Uniti, fino al sogno realizzato delle Olimpiadi di Tokyo 2020, svoltesi nel 2021 a causa del Covid.

La 27enne non ha parlato solo di medaglie. Con estrema sincerità, ha condiviso il «lato oscuro» del successo: le fatiche estenuanti, i momenti bui e, soprattutto, la difficile crisi post-olimpica. Un periodo di smarrimento che l'atleta ha descritto non come una sconfitta, ma come un’opportunità necessaria per rinascere come persona, oltre che come sportiva. Il silenzio attento dei ragazzi si è sciolto in un lungo applauso quando ha rivolto loro un invito accorato a non arrendersi mai di fronte alle difficoltà e a difendere i propri desideri più autentici. «Continuate a fare ciò che vi fa brillare gli occhi e bruciare l'anima» ha concluso la campionessa, citando il suo mantra.

Nel saluto finale della dirigente scolastica Daniela Romoli e della referente del progetto Erasmus Monia Vezzoni, che ha curato il programma della settimana, un particolare ringraziamento «agli ospiti della giornata, all’amministrazione comunale e agli operatori dei musei cittadini per avere guidato il gruppo a conoscere gli artisti locali, ai docenti dell’Istituto e soprattutto alle 24 famiglie ospitanti senza il supporto delle quali tutto questo non avrebbe potuto realizzarsi».

L'incontro ha chiuso una settimana intensa lasciando ai ragazzi non solo il ricordo di momenti speciali, ma una bussola etica per navigare nel futuro: il successo non è arrivare primi, ma restare fedeli alla propria passione.

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