L'ANALISI
19 Marzo 2026 - 20:18
CREMONA - «Sembra che si voglia far passare noi come i furbi che tengono i prezzi alti, ma la situazione non dipende da noi. Anzi: siamo i primi a rischiare».
Lo sfogo di Matteo Bozzoni, presidente Faib e Confesercenti Lombardia Orientale, fotografa il paradosso vissuto dai benzinai cremonesi all’indomani dell’entrata in vigore del decreto legge che dovrebbe abbassare i prezzi, grazie al taglio delle accise di 25 centesimi.
Mentre l’opinione pubblica invoca cali immediati, i gestori si ritrovano con le mani legate: sono obbligati ad applicare i prezzi comunicati dalle compagnie fornitrici, ma queste ultime tardano ad adeguare i listini al ribasso.
Faib e Fegica denunciano che solo una minima parte della rete ha ricevuto indicazioni per tagliare i prezzi e che, addirittura, alcuni fornitori avrebbero inviato listini con prezzi consigliati in aumento.
«In molti siamo in questa situazione e non sappiamo cos’altro fare», spiega Bozzoni, evidenziando il timore di subire controlli della Guardia di finanza per colpe non proprie.
La categoria ha chiesto dunque al Governo di modificare immediatamente i prezzi al pubblico, per evitare di trasformarsi nel capro espiatorio di un sistema che non controllano.
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