L'ANALISI
17 Marzo 2026 - 05:00
Simone Martinelli e Gabriele Inzoli
CREMA - Saranno imprenditori. O almeno avranno provato a esserlo. Con un’idea in testa e la voglia di dimostrare che anche da una classe di quarta superiore può nascere qualcosa di concreto. Il concorso Intraprendere entra nella sua fase decisiva: sono 218 gli studenti delle scuole superiori cremasche ammessi alla finale dopo mesi di lavoro, selezionati per talento e motivazione imprenditoriale dimostrati durante gli incontri nelle classi. Un percorso lungo un intero anno scolastico, promosso sotto l’egida della Libera Associazione Artigiani di Crema e dell’Associazione Industriali della provincia di Cremona.

Nell’anno scolastico 2025-2026 sono stati 1.100 gli studenti coinvolti, con un aumento del 14% rispetto all’anno precedente. Ragazzi che, da ottobre, hanno partecipato a un percorso interattivo di orientamento, formazione e motivazione dal titolo emblematico: ‘Essere intraprendente... essere imprenditrice o imprenditore’. Tre ore di lavoro per ogni classe, cinquanta classi in totale – erano 44 l’anno scorso – di otto istituti superiori: Galilei, Munari, Pacioli, Racchetti, Sraffa, Stanga, Dante Alighieri e Ispe. In due anni l’edizione 2024-2026 del concorso ha così coinvolto 94 classi e oltre duemila studenti. L’obiettivo non è soltanto immaginare una start-up. Il cuore del progetto è allenare l’intraprendenza. Tradotto: la capacità di trasformare un’idea in azione. Durante gli incontri gli studenti hanno affrontato un tema tutt’altro che teorico: il ruolo dell’imprenditore nella società e il valore della responsabilità sociale. Hanno ragionato sui vantaggi e sui rischi di chi decide di avviare un progetto imprenditoriale. E soprattutto sul rapporto tra impresa e territorio.
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Il punto di partenza è una domanda semplice e scomoda: perché tanti giovani talenti lasciano le province? La risposta è sotto gli occhi di tutti. Opportunità limitate, difficoltà ad assumere ruoli di responsabilità nelle realtà economiche locali, una struttura produttiva fatta soprattutto di piccole e medie imprese spesso poco propense al cambiamento. Le conseguenze sono note: aspirazioni professionali che non trovano spazio, cervelli che prendono la strada delle grandi città o dell’estero e territori che lentamente perdono capitale umano. È proprio qui che si inserisce Intraprendere, uno dei primi progetti in Italia – nato negli anni Novanta – a promuovere sul campo cultura imprenditoriale tra gli studenti. L’idea è tanto semplice quanto ambiziosa: considerare i giovani una risorsa prima ancora che un problema. Perché lo sviluppo dei territori passa anche dalla capacità delle nuove generazioni di innovare, immaginare, creare. Ora arriva il momento della verità. I migliori progetti imprenditoriali simulati saranno annunciati durante la premiazione finale della 15ª edizione del concorso, in programma sabato 16 maggio alle 10.30 al teatro San Domenico. Lì si scoprirà chi ha saputo trasformare meglio un’idea in impresa. Anche se, in fondo, la partita più importante è già iniziata: quella di una generazione che prova a immaginare il proprio futuro senza per forza dover lasciare casa.
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