L'ANALISI
01 Marzo 2026 - 05:20
CREMA - Dopo il recente blitz dei carabinieri in una barberia del territorio, la categoria degli acconciatori torna a far sentire la propria voce. Lavoro nero e mancato rispetto delle norme di sicurezza, spiegano, sono piaghe che richiedono controlli rigorosi e un’assunzione di responsabilità collettiva. A parlare è Nando Festari, storico parrucchiere di piazza Garibaldi e membro del direttivo della Libera associazione artigiani di Crema. «Ben vengano i controlli, e grazie ai carabinieri per l’attenzione – sottolinea - . Le regole esistono: dopo la stagione delle liberalizzazioni sono stati fissati orari, obblighi e norme igienico-sanitarie precise. I nuovi arrivati sono i benvenuti, la concorrenza non ci spaventa. Ma le irregolarità sono troppo frequenti».
Il punto, secondo Festari, è chiaro: «Le norme ci sono, ma non tutti le rispettano. E questo penalizza chi lavora correttamente». Gli esempi non mancano. «Sono previste due giornate di chiusura, la domenica e il lunedì, con la possibilità di tenerne aperta una. Eppure c’è chi lavora sette giorni su sette, a qualsiasi ora. Sul fronte del personale, poi, si vede un po’ di tutto: il turnover in certi saloni è sospetto, sotto gli occhi di tutti».
Per questo la categoria chiede un cambio di passo. «Serve un tavolo di confronto stabile – prosegue Festari – e occorre valorizzare le associazioni di categoria, che sono un punto di riferimento fondamentale anche per il nostro settore». Eppure, osserva, le adesioni restano poche. «È un segnale che lascia pensare: anziché fare quadrato per difendere la professionalità e il rispetto delle regole, qualcuno preferisce restarne fuori. Ma così si indebolisce l’intero comparto».
Negli ultimi anni le aperture sono state numerose. «Per una cittadina come Crema il mercato è ormai saturo – ammette -. Ma andrebbe bene anche così, se tutti fossero seri e rispettosi delle norme. La Libera Associazione Artigiani di Crema ci ha sempre sostenuto e continuerà a farlo, promuovendo incontri per fare chiarezza e favorire momenti di dialogo».
Uno sguardo è rivolto anche al centro storico. «Come direttivo, a nome dei colleghi, vogliamo dialogare con le Botteghe del centro, la neonata realtà legata a Confcommercio, che potrà svolgere un ruolo importante nel confronto con le istituzioni. Noi ci siamo: come associazione possiamo dare una mano, nell’interesse di tutti».
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