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Nel 2025 aggrediti 185 sanitari, in calo dopo il ‘boom’ del 2024

Belleri (Asst Cremona): «Costante lavoro di sensibilizzazione e formazione»

La Provincia Redazione

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17 Marzo 2026 - 05:30

Nel 2025 aggrediti 185 sanitari, in calo dopo il ‘boom’ del 2024

CREMONA -

Nel 2025 il numero degli operatori sanitari di enti pubblici che in Lombardia hanno subito un’aggressione è stato pari a 4.826, con un calo del 15,2% rispetto ai 5.690 del 2024. Un trend su cui anche la provincia di Cremona è perfettamente allineata: le segnalazioni di aggressione sono state infatti 185 nel 2025 contro le 218 del 2024. Un calo che arriva dopo un vero boom, dal momento che l’anno prima, il 2023, le segnalazioni erano state 134.

Il Dg dell'Asst di Cremona, Ezio Belleri sottolinea il lavoro costante negli ultimi tre anni dell’apposito ‘Gruppo per la prevenzione degli atti di violenza a danno degli operatori’, rinnovato nel settembre 2025, che opera con un approccio multidisciplinare e in stretta collaborazione con la Questura e il posto di Polizia del presidio ospedaliero. «È stato svolto un lavoro accurato e continuo di sensibilizzazione rivolto agli operatori affinché segnalino ogni episodio di violenza. Questo impegno ha contribuito a far emergere con maggiore chiarezza il fenomeno, che nella grande maggioranza dei casi riguarda aggressioni di tipo verbale». Belleri ribadisce inoltre che, accanto alla presenza delle forze dell’ordine, l’Azienda conferma e consolida l’attività delle guardie giurate nei presidi ospedalieri presenti h 24 sette giorni su sette. «Un altro pilastro della nostra strategia – prosegue Belleri – è il supporto agli operatori che subiscono episodi di violenza: per questo sono confermati sia il servizio di sostegno psicologico, attivo in Asst Cremona già dal 2019, sia il supporto informativo e legale garantito dalla struttura di Avvocatura. Grande attenzione è riservata anche alla formazione. Abbiamo attivato un corso dedicato alla prevenzione e alla gestione delle aggressioni nei luoghi di lavoro, che sarà esteso anche nel 2026. L’obiettivo è rafforzare le competenze degli operatori nella gestione dei conflitti, nella comunicazione con gli utenti e nelle tecniche di de-escalation».

A Crema si è registrato un lieve aumento delle segnalazioni. «Un dato — spiegano dall’Asst — che va letto anche alla luce di un cambiamento nello strumento di raccolta delle segnalazioni, che ha consentito una rilevazione più accurata degli episodi. A questo si aggiunge una crescente sensibilizzazione sul tema della sicurezza degli operatori sanitari, che ha favorito una maggiore propensione alla segnalazione degli eventi. È importante sottolineare che nel 2025 non si sono verificati eventi sentinella, a differenza di quanto registrato nel 2024. Dall’analisi delle segnalazioni emerge che la maggior parte degli episodi riguarda aggressioni di tipo verbale, mentre risultano più contenuti i casi di aggressione fisica».

«Si tratta — osserva il presidente provinciale dell’Ordine dei medici, Andrea Morandi — di un problema che ha due aspetti. Il primo è culturale: è necessario lavorare in maniera ancora più significativa all’interno della società per riportare lo status del medico a quell’immagine di dedizione, aiuto e servizio, connaturata al suo ruolo. Il secondo aspetto è la situazione di crisi in cui versa la Sanità e la medicina territoriale ovunque. I medici finiscono per essere i capri espiatori di carenze e disservizi, lo dico senza in alcun modo giustificare le aggressioni. Sul tema delle aggressioni abbiamo tenuto un convegno lo scorso autunno con l’obiettivo di fornire gli strumenti per riconoscere le situazioni potenzialmente pericolose e disinnescarle».

Non vengono risparmiati nemmeno i soccorritori. «L’attività di rilevazione — si legge in una nota di Areu — ha evidenziato un trend crescente di segnalazioni di atti di violenza — aggressioni fisiche e verbali, minacce, molestie e danneggiamenti di beni — che coinvolgono in particolare le équipe di soccorso, ma anche il personale delle sale operative. Per prevenire questi episodi, sono state predisposte procedure per la gestione di scenari potenzialmente pericolosi e introdotti specifici codici di comunicazione. Sono stati inoltre organizzati momenti formativi e agli operatori sono stati messi a disposizione strumenti di dissuasione in grado di documentare le aggressioni».

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