L'ANALISI
16 Marzo 2026 - 05:30
CREMONA - La vicenda del piccolo Domenico, il bimbo di due anni al quale è stato trapiantato un cuore ‘bruciato’ dal ghiaccio e deceduto dopo oltre sessanta giorni di agonia, oltre a commuovere il Paese ha avuto anche dei contraccolpi sulla donazione degli organi. Spiega il presidente provinciale dell’Aido Francesco Pietrogrande che in concomitanza con la notizia a livello nazionale «si è dimezzata la raccolta di manifestazioni di volontà».

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Ma «per quanto riguarda la raccolta dei consensi in occasione del rilascio o del rinnovo della carta d’identità elettronica, nella nostra provincia, si è verificato un andamento diverso. Nei giorni dell’evento infausto di Napoli c’è stato un calo dei consensi del 3%, subito dopo ripresosi arrivando ai livelli attuali con circa il 60% di sì alla donazione, abbastanza in linea con i dati regionali e nazionali. Bisogna continuare a raccogliere i sì alla donazione — esorta Pietrogrande — per dare una risposta a chi è in lista di attesa, non dimenticando mai che ogni anno ci sono 8mila pazienti in attesa di un organo per tornare a nuova vita».
Per capire la reazione dei cittadini sulla donazione degli organi, alla notizia del caso del piccolo Domenico «occorre spiegare — sottolinea Pietrogrande — come avviene la raccolta delle espressioni di volontà». Ogni cittadino maggiorenne può esprimere il proprio consenso/dissenso finalizzato alla donazione di organi e tessuti dopo la morte attraverso diverse modalità. Si può compilare e firmare un modulo presso l’Asst di appartenenza; è possibile sottoscrivere l’atto olografo dell’Aido, anche in modalità digitale entrando nel sito dell’Associazione; infine è possibile compilare e firmare, al momento del rilascio o del rinnovo della carta d’identità, un modulo presso l’ufficio anagrafe dei Comuni (già attivi con il progetto ‘Una scelta in Comune’). «Queste tre modalità permettono di registrare la volontà nel Sistema informativo trapianti, un database all’interno del Centro Nazionale Trapianti, consultabile 24 ore su 24. In questo modo si assicura che la volontà della persona venga rispettata».
E «al 31 dicembre 2025 — sottolinea Pietrogrande — erano circa 1,5 milioni le espressioni di volontà positive raccolte da parte di Aido a livello nazionale. Negli ultimi quattro anni grazie alla raccolta delle dichiarazioni digitali, che rappresentano il 70% delle volontà totali, Aido raccoglie in tutta Italia circa 25mila volontà all’anno di cui il 50% di giovani under 35. Questo grazie all’attività importante che si fa nelle scuole. Di queste 25mila manifestazioni di volontà, due terzi sono state raccolte in modalità digitale. Gennaio 2026 è stato un mese record con quasi 4.700 manifestazioni di volontà, di cui solo il 12% con modalità olografa (nel 2025 erano state solo 1.300 circa). Grazie a un video di Geopop e la testimonianza alle Iene di Martina Nasoni, vincitrice del Grande Fratello — nota Pietrogrande —, sono state raccolte oltre 2mila manifestazioni di volontà positive in tre giorni. A febbraio quasi 3.600 manifestazioni, il 13% in modalità olografa».
Aggiunge Pietrogrande che «dal 16 gennaio la presidente nazionale Aido Flavia Petrin è stata intervistata da varie testate giornalistiche, da radio e tv, e ha fatto appello a continuare a donare. Un appello che ha permesso un aumento nella raccolta, con un picco di circa mille manifestazioni di volontà in concomitanza della presenza, in prima notizia, al TG3 nazionale del 21 febbraio edizione delle ore 19». Insomma la paura è stata superata.
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