L'ANALISI
14 Marzo 2026 - 19:54
CREMA - Risale a un anno fa la proposta del sindaco, Fabio Bergamaschi, per decongestionare via Libero Comune. Ossia la circonvallazione interna, mediamente percorsa da oltre cinque milioni di veicoli l’anno e sulla quale si affacciano, o comunque gravitano, alcuni dei più frequentati istituti superiori cittadini.
La cui popolazione scolastiche complessiva, per dirla col linguaggio dei registri di classe, supera quota 4.800 alunni. Il leader della giunta di centrosinistra alla guida della città aveva messo sul tavolo l’ipotesi del trasferire degli oltre 1.800 allievi del Galilei.
Indicando nei locali in via di ristrutturazione dell’ex polo universitario di via Bramante la collocazione al fianco dei corti Its, nella prospettiva della creazione di un polo dell’alta formazione. E ciò, in vista della realizzazione, a ridosso della già «problematica» via Libero Comune, della futura sede dei licei del Racchetti che, da soli, valgono altri 1.100 studenti.
Insomma, quello abbozzato aveva tutta l’aria dell’antidoto contro la paralisi del traffico. «Il confronto con la Provincia (competente sulle sedi, ndr) sta proseguendo in una direzione più ampia», rivela ora lo stesso Bergamaschi; aggiungendo: «Si sta allargando, perché il ragionamento sull’ipotesi di trasferimento del Galilei nella sede dell’ex Olivetti deve rientrare in un ragionamento più ampio, sul riordino scolastico superiore della città».
«Innanzitutto — entra nel dettaglio — è stata eseguita una mappatura puntuale di quello che è il numero delle iscrizioni e della conseguente dislocazione in città del traffico». Valutando, chiaramente, i movimenti nelle ore di punta. E il risultato ha di fatto confermato quanto riscontrato sul campo empiricamente: «La concentrazione, già oggi critica, in via Libero Comune. Che tenderà ad essere insostenibile col nuovo polo liceale».
«Per questo — assicura — Comune e Provincia sono impegnati in un ragionamento più ampio, che dovrà sostanziarsi, nei prossimi mesi, anche in una possibile proposta riorganizzativa e riallocativa degli spazi scolastici superiori. Aprendo poi un dialogo con le dirigenze degli istituti».
E se, allo stato attuale, il confronto è nella fase dell’approfondimento politico-tecnico-amministrativo, all’orizzonte c’è una «ridefinizione, da condividere con i presidi».
Che al di là della prudenza, imprescindibile su temi sensibili quali istruzione e viabilità, viene sintetizzata dallo stesso Bergamaschi: «Rimane ferma la possibilità di spostamento del Galilei, ma non è da considerare come l’unica possibilità. E in particolar modo, non è da escludere che altri movimenti si possano immaginare nei prossimi anni».
«Ovviamente — non manca di aggiungere — l’intesa politica con la Provincia sulla questione è massima. Diciamo che il ragionamento — la chiosa del sindaco — deve estendersi a diverse possibilità di spostamento, su più plessi scolastici».
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