L'ANALISI
14 Marzo 2026 - 05:10
CREMA - La città e il Cremasco nel mirino delle truffe solidali, pianificate online e non solo: sono due quelle che negli ultimi giorni hanno creato allarme. Entrambe sono particolarmente odiose: fanno leva sul buon cuore e l’empatia delle persone. Una chiede di aiutare una bambina a realizzare il suo sogno: fare la ballerina. L’altra è camuffata da raccolta fondi per un’associazione che sostiene — o meglio sosteneva, essendo chiusa da quasi due anni — gli anziani con disabilità. Vengono diffuse anche attraverso canali insospettabili.
Il caso più eclatante circolato nelle ultime 48 ore su migliaia di smartphone dei cremaschi è quello di un presunto concorso per baby ballerine, con allegato messaggio che chiede di votare per la splendida bimba in tutù raffigurata nella foto, raccontando che si tratta della figlia di un’amica di colui o colei da cui viene inviata la richiesta. «Ciao – recita il testo – potresti votare per Francesca? È la figlia dei miei amici, il primo premio è un corso gratuito di danza, ed è molto importante per lei!». Di fatto si tratta di un virus, una catena via web e WhatsApp, in cui cascano in molti. Tra le vittime anche sacerdoti e operatori diocesani. Catturati dall’immagine, fidandosi ovviamente di chi invia la richiesta e volendo contribuire al sogno della piccola Francesca, aprono il link e a quel punto finiscono in una trappola online. Tecnicamente si tratta di phishing: la pagina web tenta di ingannare i visitatori spingendoli a inviare informazioni personali sensibili come dati di autenticazione o numeri di carte di credito.
Ieri diversi esponenti della Caritas e della diocesi cittadina, dai cui telefoni erano appunto partiti questi messaggi, si sono affrettati ad avvisare tutti i contatti che si trattava di un raggiro e dunque di non collegarsi assolutamente al link. Pare che in passato un raggiro del tutto simile fosse già circolato, cambiavano la foto della bimba e il nome, oltre che il link di riferimento per il falso concorso.
In contemporanea, stavolta con un metodo più empirico, ovvero la classica telefonata, sono stati contattate persone che in passato aveva effettuato donazioni in favore dell’Associazione italiana disabili anziani, realtà che ha però chiuso i battenti dal 2024. Eloquente, a questo proposito, la nota che si legge sul portale della onlus: «Se qualcuno dovesse contattarvi o per telefono o in qualunque altro modo, sappiate che non sarà certamente persona da noi autorizzata, perciò agite di conseguenza. Ringraziamo di cuore tutti coloro che ci hanno aiutato ad aiutare in tutti questi anni. Grazie. Purtroppo non siamo più in grado economicamente e come numero di volontari, di soddisfare le richieste di aiuti che ci arrivano , da qui la nostra sofferta decisione».
Evidentemente c’è chi si è appropriato dei dati dei donatori. «Ho ricevuto una telefonata – racconta una signora di Rivolta d’Adda – che mi ha fatto saltare la pulce all’orecchio. Mi chiedevano soldi per la donazione. Quando ho richiamato mi ha risposto un uomo che, alle mie domande, si arrampicava sugli specchi».
A quel punto è bastata una verifica online, per leggere che l’associazione è chiusa dal 2024 ed è scattata la telefonata ai carabinieri, che hanno confermato come L’A.i.d.a. non sia più attiva. Chi in passato avesse contribuito a sostenere la onlus, e dovesse essere contattato telefonicamente, è invitato ad allertare immediatamente le forze dell’ordine.
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