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SONCINO

Sinistra al voto senza il listone di Cavati

Addio al gruppo ‘Uniti’: la leader progressista non si ricandiderà. «Non tutti ci hanno creduto... è colpa mia». Appoggerà Grazioli

Andrea Niccolò Arco

Email:

andreaarco23@gmail.com

13 Marzo 2026 - 21:40

Sinistra al voto senza il listone di Cavati

SONCINO - Ufficialmente mancano un paio di mesi ma, in concreto, è già così: Uniti per Soncino, il listone di centrosinistra, va in pensione e il simbolo sparisce dalla scheda. «Non tutti ci hanno creduto allo stesso modo. L’insuccesso? In parte colpa mia e nostra, abbiamo lavorato e fatto tanto ma siamo stati poco capaci nella comunicazione. Mi allontano, ma senza rancori». Così da Daniela Cavati, leader progressista sotto ai Matéi, arriva una doppia conferma: non si ricandiderà per il centrosinistra e, anzi, lo abbandona. Pochi misteri sull’endorsement: l’indicazione è per Roberto Grazioli.

«La mia esperienza politica nasce con La Svolta, quindi in un certo senso ’torno a casa’. Ho provato ad avvicinare le due anime ma non c’è stato modo. Si poteva davvero creare qualcosa di bello e di forte tutti insieme, peccato».

Ci sarà chi storce il naso, per la scelta. Di certo, però, non può negare onestà e coerenza, visto che Cavati fa un passo di lato senza che nessuno l’abbia chiesto: «Oggi sono solo un’osservatrice partecipe della situazione attuale e seguo le dinamiche – conferma Cavati, che non lesina nemmeno sui ‘mea culpa’ -. Spesso ci hanno criticato perché non criticavamo. Dall’altra parte ci criticavano perché criticavamo troppo. La realtà è che abbiamo puntellato molto l’amministrazione e fatto proposte concrete, si veda il caso Corte dei Conti. L’errore più grande? Non saperci raccontare. Certo, va riconosciuto che con un centrodestra che risponde a ogni domanda con ‘va bene così, ci ha votato il 70% del paese’ non è che ci puoi ragionare più di tanto. Abbiamo provato ad avvicinare i cittadini al palazzo con il giornalino, con la bacheca e con un sito decente, ma ce l’hanno impedito».

La conclusione è dolceamara: «Uniti era una bella idea, andava coltivata e curata di più in questi cinque anni. Ho aderito al progetto in modo serio e spontaneo, pensando di poter avvicinare il progetto di Grazioli a quello del centrosinistra ma non ha funzionato. È andata così».

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