L'ANALISI
14 Marzo 2026 - 05:15
CREMONA - «Il quartiere sta crescendo: abbiamo creato le condizioni perché i residenti potessero incontrare il comitato e dialogare tra di loro, condividendo bisogni e preoccupazioni».
Sono diversi i traguardi che Maria Rita La Fata, presidente del comitato di quartiere Centro, ha ricapitolato nel corso del direttivo di mercoledì sera: il 18 marzo, infatti, nascerà ufficialmente il Punto di ascolto del quartiere, rivolto ai residenti che intendono presentarsi al comitato per segnalare problemi concreti, che verranno poi trasmessi alla Giunta comunale.
La sede sarà quella dell’oratorio Silvio Pellico, e non l’oratorio di San Pietro, come annunciato precedentemente. Sarà attivo ogni primo e terzo mercoledì del mese, tra le 17 e le 19.
«Il parroco del duomo, don Gianpaolo Maccagni — spiega La Fata — ci ha offerto uno spazio in una delle zone più centrali della città, in modo tale che fosse facilmente accessibile a tutti gli interessati, anche anziani. Nelle scorse settimane ci era già stata concessa una stanza nell’oratorio di San Pietro: con questo passaggio ulteriore, grazie all’aiuto ricevuto da don Gianpaolo, compiamo un ulteriore passo avanti».
La notizia arriva dopo una lunga attesa da parte del gruppo. Il comitato, infatti, dopo aver chiesto al Comune di poter avere in dotazione uno spazio dedicato alle proprie attività, ha deciso alla fine di rivolgersi alle parrocchie. «L’amministrazione ci ha riservato, come spazio d’incontro, la casetta dei giardini di piazza Roma — ha ricapitolato La Fata —. Una sede che, per diverse ragioni, non è agilmente fruibile quando cala il buio: a riscontrare le difficoltà maggiori sarebbero, in particolare, le persone più anziane».
Il nuovo punto di ascolto dell’oratorio Silvio Pellico sarà utilizzato anche per le riunioni interne del comitato, «in modo che il direttivo possa servirsi di un luogo d’incontro alternativo rispetto alla ‘casetta’».
Sempre agli oratori, annuncia La Fata, il comitato ha chiesto uno spazio per realizzare il Centro anziani che da mesi ormai resta un obiettivo della presidente. «Grazie all’aiuto di don Pier Codazzi — spiega La Fata — stiamo entrando in contatto con diversi oratori del centro storico per creare spazi di incontro per i più anziani. Il contrasto alla solitudine, con la creazione di luoghi di prossimità, è un tema che ci sta particolarmente a cuore. Abbiamo scelto di muoverci in questa direzione perché dall’amministrazione, anche in questo caso, non è stato finora possibile avere uno spazio ad hoc».
Inoltre, sottolinea La Fata, «coinvolgendo gli oratori si creerebbe una sinergia vincente. Spesso, infatti, sentiamo dire che questi spazi sono stati abbandonati dai più giovani. Ma ci sono tanti anziani che ne avrebbero bisogno: per parlarsi, incontrarsi, guardare la televisione insieme, e per non sentirsi abbandonati. Sono convinta che questa idea troverà un riscontro positivo».
La presidente del comitato di quartiere Centro non ha dubbi sul fatto che la nascita del Centro anziani sia dietro l’angolo: «Visto l’aiuto che ci è stato dato con il Punto d’ascolto, l’aspettativa è quella di riuscire presto in questo intento. Speriamo che in questi luoghi si riesca ad attivare anche servizi di carattere sanitario: per esempio, coinvolgendo infermieri volontari in pensione che si mettono a disposizione della comunità».
«Finalmente — conclude La Fata — abbiamo creato le condizioni affinché la cittadinanza venga ascoltata e messa a parte delle decisioni in cui i residenti possono dire la propria. Vogliamo creare una reale rete di vicinanza tra cittadini, che abbia un occhio di riguardo per i più fragili. Vogliamo che la cittadinanza si senta attivamente coinvolta: abbiamo già aperto una chat ‘informale’ con i residenti per fare sempre più contatto tra di noi. A breve contiamo di poterci incontrare nella nostra prima assemblea, non appena saremo riusciti a coinvolgere ancora più persone».
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