L'ANALISI
12 Marzo 2026 - 05:05
CASALMAGGIORE - Dal record di 48 iscritti nell’anno scolastico 2019/2020, al minimo storico dell’anno in corso: soli 14 partecipanti. È una ‘crisi’ che sembra non avere fine, quella dei partecipanti al servizio Piedibus organizzato dal Comune di Casalmaggiore e attivo per gli alunni residenti nel capoluogo che frequentano il tempo pieno della scuola primaria Marconi.
Il Comune coordina il servizio gratuito attuato grazie a volontari, tirocinanti di Dote Comune e Servizio Civile. Obiettivi: promuovere la autonomia e il senso di responsabilità dei ragazzi nel percorso casa-scuola, combattere la sedentarietà promuovendo una sana attività fisica, sviluppare l’attenzione al corretto uso della strada, favorire la conoscenza della città e la socializzazione e sensibilizzare i ragazzi verso comportamenti rispettosi dell’ambiente.
Dell’argomento si è parlato anche durante l’ultimo consiglio comunale, quando l’assessore all’Istruzione, Sara Valentini, ha illustrato il piano del diritto allo studio.


«Siamo dispiaciuti per la bassa adesione. Abbiamo notato che tanti genitori preferiscono avere bambini che vanno con lo scuolabus nonostante sia a pagamento, piuttosto che far partecipare i figli al Piedibus. Qualcuno ha avanzato anche l’incognita del maltempo. Nelle varie riunioni abbiamo provato a spingere il servizio, ma le famiglie preferiscono altro. È un peccato perché i volontari ci sono e anche l’amministrazione, con Dote Comune e il Servizio civile, investe risorse. In alcuni casi pensiamo anche che le famiglie con figli vivono meno in centro e più in periferia e quindi non possono far partecipare i loro figli».
La svolta negativa si è avuta a causa della pandemia del 2020. Prima di quel periodo, spartiacque della vita di tutti, il numero di partecipanti era sempre sopra le 40 unità, mentre alla ripresa i numeri sono stati sempre inferiori: meno di 30 iscritti e meno di 20 negli ultimi due anni scolastici.
Morale: in un mondo in cui vengono promosse la vita all’aria aperta e la diminuzione dell’uso delle auto in centro città, sembra che tante famiglie di Casalmaggiore vadano controcorrente.
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