L'ANALISI
09 Marzo 2026 - 20:10
CREMA - Cinque anni senza poter mettere piede sulle gradinate di uno stadio, ma neppure sugli spalti di una palestra. Con l'obbligo di firma negli uffici di pubblica sicurezza, durante le maggiori manifestazioni sportive, a garantire il rispetto del Daspo emesso dal questore di Cremona, Carlo Ambra.
Un divieto, peraltro, già convalidato dal giudice per le indagini preliminari, come vuole la prassi. E il provvedimento non è nuovo per il 40enne cremasco, nei cui confronti è stato adottato, in seguito alla «condotta», per dirla come i verbali, del 16 febbraio scorso allo stadio Voltini.
Quella sera, all'impianto di via De Gasperi, era in programma l'incontro del campionato di serie C tra Pergolettese e Union Brescia, terminato con la vittoria dei padroni di casa per 2 a 1.
Ma già prima che le squadre rientrassero negli spogliatoi allo scadere dei 45 minuti iniziali, il quarantenne supporter dell’Atalanta, la cui tifoseria è rivale storica di quella della città della Leonessa, era già stato preso in consegna dai poliziotti e trasferito al vicino commissariato.
Era infatti riuscito ad avvicinarsi al settore riservato agli ospiti, «venendo a contatto» coi sostenitori della Union. Per lui, con residenza in uno dei comuni della cintura cittadina e già colpito in passato dal divieto di assistere a manifestazioni sportive per ragioni di sicurezza, il lunedì era stato scandito da una denuncia a piede libero per resistenza a pubblico ufficiale. Perché riportarlo alla calma non sarebbe stato semplice, a giudicare da quanto riferito negli uffici cremonesi di via dei Tribunali, tirando le somme del servizio d’ordine messo in campo in occasione del match.
«Lo scopo della misura — ha tenuto a sottolineare ieri lo stesso questore Ambra, dando conto dell’adozione del Daspo — è allontanare un soggetto ritenuto violento e tra l’altro recidivo. Tenendolo a distanza non solo dalle manifestazioni calcistiche, ma da quelle sportive in generale». E giusto in previsione del massiccio afflusso di tifosi ospiti, a Crema era stato previsto un ‘cordone’ di personale in divisa, rivelatosi vincente. Tanto che, al di là dell’episodio con il quarantenne protagonista, il migliaio di sostenitori della Union aveva fatto rientro a Brescia, dopo il triplice fischio, senza lasciarsi alle spalle alcun tipo di problema.
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