L'ANALISI
09 Marzo 2026 - 19:18
CREMA - La comunità di Tsarychanka, centro ucraino di settemila abitanti, in una zona più volte bombardata dai russi e oggi impegnata anche a dare soccorso a migliaia di profughi, da questa sera è amica di quella cremasca.
Il consiglio comunale ha votato il gemellaggio, «la posa di una prima pietra» l’ha definita il sindaco Fabio Bergamaschi.
Si tratta del terzo in essere, dopo quello storico con i francesi di Melun, ormai arrivato al 26° anno e quello del 2017 con i cinesi della metropoli di Nanning.
Un passo iniziale, dunque, con il comune di Tsarychanka che presto farà altrettanto. Quando le condizioni lo permetteranno, si spera quanto prima perché significherebbe la fine del conflitto, potranno essere organizzate visite reciproche, proprio come avviene ogni anno con i francesi e come accaduto con la delegazione cinese.

«I gemellaggi — ha sottolineato il sindaco — nascono con la voglia di creare un ponte tra i popoli. Come gli Stati, anche gli enti locali, nel loro piccolo, si fanno carico di approfondire relazioni di amicizia. Per noi sono canali di conoscenza, scambio di comunità e frequentazioni. La scelta dell’Ucraina è stata fatta, in quanto abbiamo ritenuto, che in un contesto geopolitico particolare, si potesse interpretare anche a livello locale il legame di solidarietà che tutto il Paese ha dimostrato in questi oltre quattro anni di conflitto».
L’ultimo esempio, la standing ovation olimpica del pubblico alla delegazione degli atleti ucraini durante la cerimonia inaugurale di Milano-Cortina 2026 allo stadio di San Siro.
«Siamo vicini a un popolo aggredito — ha proseguito il sindaco —: vogliamo significare che l’attenzione verso il popolo ucraino non debba diminuire, nonostante gli anni che passano e l’emergere di altri conflitti altrettanto preoccupanti».
Il legame si è già concretizzato attraverso incontri da remoto, a cui hanno partecipato il sindaco stesso e l’assessore alla Cultura e Turismo Giorgio Cardile. Fondamentale per gettare le basi della conoscenza, risalente al giugno scorso, è stata Viktoriia Lapa, docente universitaria a Dnipro, ospite del festival Ora, organizzato in città.
«Abbiamo fatto riferimento a lei per capire quale fosse la città interessata al gemellaggio e da lì è nato il collegamento con Tsarychanka — ha concluso Bergamaschi —: poniamo la prima pietra di un gemellaggio che un domani potrà aprire tante opportunità, come quello con Melun ci ha insegnato. In estrema sintesi, il primo nacque come un patto di amicizia in chiave europeista e di radici culturali e storiche comuni, quello con Nanning ebbe una vocazione più economica, questo con l’Ucraina ha evidentemente un aspetto umanitario prevalente. Un gesto ideale, che in questo momento ha un grande significato».
Al momento non ci sono iniziative di raccolta fondi o di organizzazione di carovane di aiuti da inviare nel Paese ex sovietico. Il gemellaggio nasce con davanti lo storico esempio di quello fortunato con i francesi di Melun.
Fortemente voluto dal compianto Renato Stanghellini nel 2000, il patto di amicizia ha celebrato la scorsa primavera i 25 anni, con una folta delegazione transalpina arrivata in visita. A ottobre, erano stati poi i cremaschi ad attraversare le Alpi, compreso il sindaco, nominato dai ‘cugini’ cavaliere del Brie.
A legare le due città c’è infatti anche la comune predilezione per i formaggi e la tipicità che le caratterizza. A Melun appunto il Brie, a Crema il Salva.
Fondamentale, in tutti questi anni, l’impegno e la passione dei volontari del gruppo dei Pantelù, che hanno saputo tener viva la fiamma dell’amicizia. Per un quarto di secolo non hanno mai smesso di ricevere gli amici d’Oltralpe e di far loro visita. E la storia di questo legame è stata raccontata nel libro Un’amicizia senza confine, presentato l’anno scorso.
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