L'ANALISI
SCUOLA E PROFESSIONI
09 Marzo 2026 - 17:34
Studenti del corso di arredo davanti a una bottega in oltrarno a Firenze
CREMONA - «Il senso del nostro viaggio in Toscana nelle falegnamerie artigianali e presso il Centro europeo del restauro è stato quello di mostrare ai ragazzi come sia possibile intraprendere una professione legata al legno e all’arredo senza necessariamente avere strumentazioni importanti e costose», spiega Mauro Bonetti che ha accompagnato gli studenti della classe 3ª A di arredo dell’istituto Stradivari a visitare le botteghe di oltre Arno, ma anche il prestigioso Centro Europeo del Restauro.
«Dalla visita alla falegnameria dei fratelli Pandolfini all’esperienza presso il Centro europeo del restauro gli studenti hanno potuto toccare con mano come i rudimenti di falegnameria siano indispensabili e come la possibilità di abbracciare questa professione sia concreta e reale — continua il docente —. Il corso di falegnameria per il restauro dimostra come i rudimenti di lavorazione del legno siano indispensabili per poi eseguire restauri su pezzi antichi. Abbiamo avuto modo di vedere i mobili antichi conservati presso palazzo Davanzati, così come per i ragazzi è stato importante incontrare Roberto Buda per capire gli interventi necessari da fare su supporti lignei di quadri del ‘300 o del ‘500.
L’idea dell’itinerario dalle botteghe a palazzo Pitti che ha coinvolto i ragazzi di arredo ha risposto all’esigenza di mettere a confronto le competenze teoriche imparate sui banchi con la realtà professionale d’eccellenza del comparto fiorentino. Poter avere a che fare con professionisti dell’arredo e del design e con realtà di alta formazione è sempre più importante perché fornisce agli studenti l’orizzonte di senso e le opportunità lavorative che il settore offre ai futuri arredatori».
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