L'ANALISI
09 Marzo 2026 - 15:35
OFFANENGO - Altre quattro telecamere in arrivo, portando a quota 35 il numero di quelle puntate sulle vie e che, a conti fatti, significano un dispositivo fisso di videosorveglianza ogni 171 abitanti. Tralasciando quelli mobili, alimentati a energia solare e pure le cosiddette fototrappole, vale a dire i dispositivi utilizzati per identificare chi abbandoni rifiuti e per sviluppare indagini su vandalismi e simili.
Insomma, le dotazioni tecnologiche di rinforzo, per dirla come i tecnici. E considerato che le immagini non vengono riversate solo sui monitor del comando della polizia locale di piazza Patrini, ma pure sui tablet in dotazione al personale diretto da Marco Cattaneo, il responsabile del Corpo intercomunale, Offanengo si guadagna di diritto un posto di primo piano nel novero dei centri cremaschi con il più elevato coefficiente di sorveglianza elettronica. Tenuto anche conto della presenza sul territorio dei cosiddetti varchi, ossia i sistemi di lettura delle targhe con alert in tempo reale, nel caso in cui transitino veicoli inseriti nelle black-list ministeriali: leggasi mezzi rubati. Oppure con copertura assicurativa obbligatoria o revisione scadute.
Il reticolo di telecamere comunali costa 13mila euro l’anno, tra noleggio e manutenzione, all’amministrazione guidata dal sindaco Gianni Rossoni, che riveste anche il ruolo di presidente dell’Area omogenea (l’alleanza tra Comuni del distretto). E i nuovi obiettivi verranno puntati sull’incrocio tra le vie San Lorenzo e Ferrè e sugli spazi compresi tra la piazza e le scuole elementari. «Nel primo caso — specifica il vicesindaco con delega alla Sicurezza, Daniel Bressan — potranno pure risultare utili per ricostruire la dinamica di eventuali incidenti stradali».
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