L'ANALISI
09 Marzo 2026 - 05:30
(foto IA)
CREMONA - Una fotografia dettagliata del lavoro domestico in provincia di Cremona e in tutta la regione. È quanto emerge dal settimo rapporto annuale promosso dall’osservatorio Domina - Associazione nazionale famiglie datori di lavoro domestico, presentato mercoledì a Palazzo Lombardia, alla presenza dell’assessore regionale alla Famiglia, solidarietà sociale, disabilità e pari opportunità Elena Lucchini.
L’analisi si concentra su due figure professionali: colf e badanti, rispettivamente il 55,6% e il 44,4% del totale dei lavoratori domestici in Regione. L’età media di una categoria che vede impiegate in netta maggioranza le donne (88,2% contro l’11,8% di uomini) è di 51 anni, con una significativa prevalenza di lavoratori e lavoratrici stranieri (79,7%). I dati, relativi al 2024, evidenziano una profonda contrazione nel corso dell’ultimo triennio che ha portato a una diminuzione del 23,2% di colf e una più contenuta decrescita del 3,6% per quanto riguarda i professionisti dell’assistenza agli anziani.

Guardando alla provincia di Cremona, i dati segnano numeri più contenuti rispetto alla media regionale, segno di un territorio in cui il lavoro domestico resta più sulle spalle delle famiglie: 1.567 colf in provincia significano 4,4 lavoratori domestici ogni mille abitanti, mentre le 1.584 badanti sono pari a 5,5 ogni 100 anziani over 80. Guardando alla provincia di Milano, per esempio, i numeri sono più che doppi: il tasso di colf è di 16 ogni mille abitanti, mentre per le badanti la media è di 11,9 ogni 100 anziani.
Se si guarda al peso economico del lavoro domestico emerge, a livello lombardo, una spesa complessiva di 1,7 miliardi di euro, che contribuisce a generare un valore di 3,9 miliardi sul PIL (corrispondente allo 0,9% del totale regionale). Per le famiglie datrici di lavoro, in calo del 13,6% nel triennio, la spesa media annua è di 9.796 euro.


«Sono dati da guardare – commenta il presidente dell’associazione Domina, Lorenzo Gasparrini – inserendoli in un contesto demografico e economico. Da un lato abbiamo le proiezioni Istat che stimano una popolazione anziana in forte aumento (si parla di +72,7% degli over 80 entro il 2050). Questo fa crescere la domanda di badanti per assistere gli anziani soli, come dimostrato dall’aumento dei lavoratori domestici conviventi, che sono arrivati al 26,6% del totale. D’altro canto le famiglie hanno portafogli sempre più leggeri: le assistenti domestiche, come le colf, sono in questo senso uno dei primi ‘sacrifici’ per le famiglie. In altre parole, se le colf sono una scelta della quale si può fare a meno, le badanti sono una necessità non aggirabile. «Guardando, invece, ai profili di questi lavoratori e lavoratrici, abbiamo una netta prevalenza di stranieri che però sta cambiando di composizione: da un lato sono sempre più gli italiani (20,3%) che si ‘reinventano’ in questi ruoli, dall’altro calano i lavoratori dell’Est Europa, pur rimanendo il primo gruppo tra gli stranieri (30,1%), seguito da asiatici (21,6%) e latino-americani (21,1%)».
C’è poi la sfida rappresentata dalla ‘concorrenza’ del lavoro sommerso: «Se i lavoratori regolari sono quasi 160mila in regione, ce ne sono altrettanti in nero. Troppe famiglie, spinte dalla necessità di contenere i costi, ricorrono ancora al lavoro sommerso, esponendosi a rischi legali ed economici e privando i lavoratori di tutele fondamentali. Per invertire questa tendenza abbiamo proposto un insieme di misure strutturali che premiano la regolarità e la continuità dei rapporti di lavoro. Interventi come un meccanismo di cash back sui contributi Inps, il trasferimento parziale e differito di una mensilità di Naspi come incentivo all’assunzione stabile e, infine, la detrazione fiscale pari al 10% dei costi per il lavoro domestico, possono trasformare – conclude Gasparrini – la regolarità da obbligo formale a scelta realmente conveniente per tutti».


L’assessore Lucchini ha commentato il lavoro di Domina: «I dati ci aiutano a leggere con maggiore consapevolezza i bisogni delle famiglie e le trasformazioni in atto in un settore strategico per il nostro sistema di welfare. Come Regione, abbiamo scelto di intervenire in modo concreto attraverso il Bonus Assistenti Familiari, una misura che contribuisce alle spese previdenziali sostenute dalle famiglie e che incentiva l’assunzione regolare del personale di cura. In uno scenario demografico che vede crescere la popolazione anziana, investire sull’assistenza domiciliare e sulla regolarizzazione del lavoro di cura significa rafforzare la coesione sociale e costruire un sistema più equo e sostenibile».
Copyright La Provincia di Cremona © 2012 Tutti i diritti riservati
P.Iva 00111740197 - via delle Industrie, 2 - 26100 Cremona
Testata registrata presso il Tribunale di Cremona n. 469 - 23/02/2012
Server Provider: OVH s.r.l. Capo redattore responsabile: Paolo Gualandris