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GLI ORIZZONTI INTERNAZIONALI

Iran, Africa e Ucraina: «L’Italia è protagonista»

Calovini a Cremona: «Gli Ayatollah impreparati a resistere. Il piano Mattei? Ci crediamo»

La Provincia Redazione

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08 Marzo 2026 - 14:18

Iran, Africa e Ucraina: «L’Italia è protagonista»

CREMONA - L’attacco coordinato Usa-Israele all’Iran. Il fronte ucraino che non avanza e non arretra. Gli orizzonti futuri nelle relazioni con l’Africa, che diventeranno via via più concreti con il piano Mattei. Al centro del vortice c’è l’Italia: con le mani in pasta per costruire, osservare, e appropriarsi di un ruolo nel difficile contesto geopolitico in cui è immersa. Questi i temi al centro della trasferta in città dell’onorevole Giangiacomo Calovini (FdI), che nei giorni scorsi è stato protagonista dell’incontro ‘Dal piano Mattei alla sicurezza atlantica’.

A promuovere l’evento sono stati i membri del club ‘Inner Wheel’ di Cremona, guidato dalla presidente Patrizia Persico Balestreri. Informale il taglio della conversazione con il deputato, che, dialogando con il giornalista del quotidiano La Provincia, Claudio Barcellari, ha tracciato una panoramica ad ampio raggio sul quadro geopolitico attuale.

I temi rispecchiano i campi in cui Calovini è politicamente al lavoro: membro della III commissione Affari Esteri dal 2022 e relatore alla Camera del Piano Mattei dal 2024, nonché consigliere al Ministero per gli Affari Europei dal 2025, il deputato ha passato in rassegna i vari scenari aperti.

A cominciare proprio da quello — incandescente — del Golfo Persico.

«È difficile in questo momento prevedere con precisione la durata della crisi — ha esordito Calovini — ma ci sono buone ragioni di pensare che l’Iran non sarà in grado di reagire ancora a lungo».

Questione di calcoli matematici: lo dicono le riserve stimate di missili e droni iraniani. «Si parla di 2 o 3mila missili nel complesso, esclusi i droni — ha precisato Calovini —. Se il regime continua a bombardare al ritmo che ha tenuto nei primi tre giorni del conflitto, difficilmente potrà resistere per più di due settimane».

Per quanto riguarda l’utilizzo delle basi italiane nel Golfo da parte degli Usa, Calovini ha fatto chiarezza: «L’Italia si attiene ad accordi che esistono fin dagli anni ’50, in base ai quali le nostre basi militari possono essere impiegate solamente per scopi logistici». E dunque non militari.

«Utopistico», invece, sarebbe l’atteggiamento della Spagna secondo il deputato: «Le tre parole ‘no alla guerra’ pronunciate da Sanchez sono giuste in principio. Ma bisogna anche scontrarsi con la dura realtà, e agire con responsabilità».

Analizzando il conflitto russo-ucraino, poi, Calovini ha evidenziato come l’obiettivo a cui realisticamente occorre puntare è il congelamento del conflitto. Che è tutt’altra cosa rispetto alla pace duratura, per cui serviranno anni di lavoro. «Il popolo ucraino — ha messo nero su bianco Calovini — è sfinito. Quest’inverno ho visitato diverse città nel Paese: da Kiev a Leopoli, si avverte una forte stanchezza. La gente smette di correre nei rifugi quando suonano le sirene, perché i cittadini sono fisicamente allo stremo». In questo senso, «l’impressione è che la tregua possa non essere così lontana come si crede. Anche perché, in questa fase, la macchina da guerra russa appare fortemente sotto stress».

Infine, Calovini ha spiegato al pubblico il senso del piano Mattei: «Un’opportunità di crescita sia per l’Italia che per l’Africa — ha detto il deputato —. Da un lato, l’esigenza è quella di far fronte alla grave carenza di manodopera qualificata nel nostro Paese, che va di pari passo con la recrudescenza del calo demografico. Dall’altro, i Paesi africani cercano partner di sviluppo che accompagnino ulteriormente i passi (notevoli) che in questi anni stanno compiendo. L’obiettivo è che l’Europa possa stringere una partnership strategica con diversi Paesi africani». L’auspicio, in conclusione, sarebbe quello di mettere in atto un meccanismo ‘win-win’ sul piano politico, economico e culturale».

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