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Strappa i fili del contatore e fa piombare nel buio la sede della banda: vandalo in fuga

Un gesto improvviso ha provocato il blackout nei locali utilizzati da volontari e associazioni. Il responsabile, probabilmente un giovane, è scappato dopo aver divelto l’impianto elettrico

Stefano Sagrestano

Email:

stefano.sagrestano@gmail.com

08 Marzo 2026 - 08:41

Strappa i fili del contatore e fa piombare nel buio la sede della banda: vandalo in fuga

Il contatore manomesso e l'ingresso della sede della banda

PANDINO - Un vandalismo opera di uno sprovveduto, che ha rischiato di rimanere fulminato: è successo nei giorni scorsi alla sede del corpo bandistico, ma anche del club delle majorette e dell’associazione San Vincenzo.

Un’azione di pochi secondi, messa a segno all'ora di cena quando ancora nei locali di via Milano 42, l’ex casa della Gioventù, c’erano dei volontari della banda.

Qualcuno, probabilmente, stando almeno ad una testimonianze, si sarebbe trattato di un ragazzo, è entrato nel cortile dall’ingresso e ha divelto il contatore, ricoverato in una nicchia sotto il portico. Ha strappato i fili e lo ha lasciato a penzoloni. Poi, è scappato.

Immediato il black out. Chi era ancora in sede è uscito in cortile per cercare di capire il motivo del salto di corrente elettrica. Ha visto il contatore danneggiato e si è diretto all’uscita. In via Milano c’era solo un passante che stava portando a spasso il cane, che ha detto di aver notato un ragazzo di corsa dal cancello e dirigersi verso via Circonvallazione.

I responsabili del corpo bandistico hanno allertato i carabinieri. Il successivo giro di ispezione della pattuglia non ha portato a risultati.

Nel frattempo, è stata chimata la società E- distribuzione che ha inviato due squadre di tecnici. Due ore dopo, il contatore era stato sostituito e la corrente elettrica ripristinata.

"I tecnici ci hanno confermato che chi ha fatto il danno è uno sprovveduto – sottolineano i referenti del corpo bandistici -: ha rischiato molto. Abbiamo anche avvisato il parroco don Fabio Santambrogio (la casa della gioventù è di proprietà della parrocchia, Ndr) e il Comune, quest'ultimo per le verifiche della videosorveglianza".

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