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I 150 anni del Corriere. Arvedi sul palco: «Una sfida vinta»

Alla Scala anche il prefetto Giannelli e una rappresentanza cremonese

Cinzia Franciò

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07 Marzo 2026 - 09:48

I 150 anni del Corriere. Arvedi sul palco: «Una sfida vinta»

Il cavalier Giovanni Arvedi. Il presidente Sergio Mattarella ospite d'onore

MILANO - All’appuntamento al teatro alla Scala per celebrare i 150 anni del Corriere della Sera hanno voluto essere presenti tutti, esponenti della politica, dell’economia, del sindacato, delle forze dell’ordine, dell’università.

E accanto alle alte cariche dello Stato come il presidente Sergio Mattarella, il presidente del Senato Ignazio La Russa, quello della Camera Lorenzo Fontana e nomi di peso della politica italiana come l’ex premier Mario Monti e Liliana Segre, non è mancato, ieri a Milano, anche un pezzo di Cremona. La città del Torrazzo è stata rappresentata dal prefetto Antonio Giannelli, dall’editorialista del Corriere Beppe Severgnini (cremasco che proprio sulle pagine de La Provincia ha mosso i primi passi della sua avventura giornalistica) e da esponenti del mondo produttivo del territorio come Mario Arvedi Caldonazzo e di quello sportivo come il vice-presidente della Cremonese Maurizio Calcinoni.

CDS

Ma soprattutto a rappresentare Cremona sul palco della celebrazione è stato il cavalier Giovanni Arvedi che ha parlato del proprio legame profondo con il primo quotidiano del Paese: «Il mio Corriere, – ha detto Arvedi rivolto al folto pubblico riunito alla Scala – una passione e tanti ricordi di una sfida che, nella metà degli anni ‘80, decisi di affrontare, diventandone editore insieme a prestigiosi compagni di impegno. Anni difficili ma indimenticabili, animati dal sincero convincimento di essere parte di un pezzo di storia dell’Italia e di agire per il bene del nostro Paese. Oggi, il mio Corriere, desidero descriverlo con un’immagine: un veliero a vele spiegate, bello, austero, dignitoso, che naviga sicuro e stabile, anche se il mare si fa ondoso. A volte viene colpito da raffiche di vento, a destra come a sinistra ma naviga con la barra dritta poiché è sospinto dai venti della giustizia, della verità, della trasparenza, della professionalità, del bene comune. Caro Urbano – ha concluso rivolgendo un augurio al presidente del gruppo Rcs, editore del giornale, Urbano Cairo – , sai bene che questi valori a volte hanno il respiro lungo, ma poi arrivano, sempre! Auguri mio amato Corriere! Avanti senza paura per rendere sempre vera la nostra storia».

Tante le voci autorevoli intervenute nel corso della cerimonia. In particolare il direttore Luciano Fontana si è concentrato sulle sfide presenti per la testata e tutto il comparto giornalistico: «Abbiamo affrontato la svolta digitale, è nata così una comunità pari a 750 mila abbonati all’edizione digitale. Continuare a soddisfare tutte le esigenze di informazione è l’unica garanzia che abbiamo per il futuro. Ora ci aspetta secondo passaggio: la sfida dell’intelligenza artificiale che comporta rischi seri ma anche opportunità. Questo è il migliore omaggio che possiamo fare a tutti coloro che hanno contribuito alla nostra storia. Furono innovatori e qualche volta rivoluzionari, dobbiamo continuare ad esserlo anche noi».

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