Cerca

Eventi

Tutti gli appuntamenti

Eventi

NELLE AULE DI GIUSTIZIA

L'aggressore della poliziotta resta in carcere fino a processo

Il 27enne in aula: "So di aver sbagliato. Ho rotto quella bottiglia per farmi ascoltare"

Francesco Gottardi

Email:

fgottardi@cremonaonline.it

06 Marzo 2026 - 18:38

L'aggressore della polizziotta resta in carcere fino a processo

CREMONA - Si è svolta questa mattina in tribunale l’udienza per direttissima a carico del cittadino nigeriano di 27 anni arrestato ieri dopo aver seminato il panico negli uffici della Motorizzazione Civile.
Il giovane, che aveva rotto una bottiglia di vetro minacciando i presenti con un coccio e ferendo un’agente di polizia, dovrà rispondere di lesioni e resistenza a pubblico ufficiale, minacce aggravate, porto di strumenti atti all’offesa e interruzione di pubblico servizio. Il giudice, al termine della camera di consiglio, ha disposto la custodia cautelare in carcere in attesa della prosecuzione del dibattimento, prevista per il prossimo 3 aprile. Nel frattempo anche il ministro dell’interno Matteo Piantedosi ha segnalato la vicenda sui propri canali.

Dinanzi al giudice, l’uomo – assistito dal difensore Massimo Nicoli – ha ricostruito le motivazioni che hanno portato il gesto, cercando di spiegare le ragioni dell’esplosione di violenza. A detta del 27enne, che ha confermato la ricostruzione degli agenti, il gesto eclatante di rompere la bottiglia sarebbe stato premeditato, per attirare l’attenzione. La reazione violenta all’arrivo degli agenti invece sarebbe frutto dello stato di alterazione da alcol.

«Quello che ha fatto è gravissimo – dichiara Nicoli – e lo ha riconosciuto anche lui. Quel che gli preme spiegare sono i motivi che l’hanno portato a compiere quel gesto». L’uomo ha spiegato che gli era stata ritirata la patente nel gennaio 2025 per sei mesi e che si trovava in motorizzazione per riavere il documento. «Era la quinta o sesta volta che lo rimbalzavano tra Mantova e Cremona. Il problema è legato anche al cambio di normative sulle competenze per il ritiro e il rilascio del documento. Lui è residente a Piadena, ma al momento vive a Canneto sull’Oglio, in provincia di Mantova. Questo ha generato dei rimpalli: dalla Prefettura di Cremona a quella di Mantova, da lì ai carabinieri di Canneto, poi è stato dirottato prima sulla motorizzazione di Mantova e infine su quella di Cremona». Nel frattempo l’uomo aveva trovato una possibilità di lavoro in una ditta di raccolta rifiuti, ma per ottenere il posto era necessario il documento di guida. Ed è in questo contesto di attese e bisogno di lavoro che matura l’idea del gesto folle. «Arrivato alla Motorizzazione di Cremona, ha aspettato il turno del suo appuntamento. Gli avrebbero però detto di attendere ancora un collega assente e a quel punto ha estratto la bottiglia vuota e l’ha rotta sul bancone. Ha fatto questo gesto eclatante, premeditato, per fare arrivare la polizia e dimostrare che gli serviva quella patente», ha dichiarato l’avvocato. L’uomo, ha ammesso tutto («Ho sbagliato, ero esasperato»), e il suo legale ha tenuto a sottolineare un aspetto: «È gravissimo quello che ha fatto, ma non è stato commesso per futili motivi». Per la difesa, il movente va ricercato nella disperazione di chi vede nel documento di guida non un semplice tesserino, ma «la possibilità di vivere, in una valutazione generale».

Le due scariche di taser che gli agenti sono stati costretti a utilizzare per fermarlo, e il fatto che l’agente ferita se la sia cavata solo con una lieve ferita alla schiena grazie alla divisa, non cancellano la paura vissuta negli uffici. Ora per il 27enne, formalmente incensurato, si aprono le porte del carcere in attesa del processo del 3 aprile. A quel peso si aggiunge la procedura avviata dal Questore di Cremona per la revoca del permesso di soggiorno, che potrebbe portare al suo definitivo allontanamento dall’Italia.

«Va detta una cosa però – conclude l’avvocato Nicoli –. È stato affermato che il mio assistito era gravato da numerosi precedenti penali, ma questo non è vero. Ha una denuncia per la quale il processo non è ancora partito, lo difendo io anche in quel caso, ma di fatto è incensurato». 

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su La Provincia

Caratteri rimanenti: 400