L'ANALISI
04 Marzo 2026 - 16:40
RIVOLTA D’ADDA - Per l’estremo saluto, i familiari hanno voluto che a fianco della bara ci fosse la sua amata mountain bike. È stato celebrato oggi pomeriggio, nella basilica di Santa Maria e San Sigismondo, il funerale di Osvaldo Busca, morto domenica a 64 anni mentre si trovava a Pontida, impegnato in un percorso off road in bicicletta. In un tratto di discesa, è stato investito all’improvviso da un capriolo sbucato dal bosco; pare che l’animale fosse inseguito da una cane. Scaraventato a terra, non ha avuto scampo.
Con lui c’era un amico, che ha dato subito l’allarme. Purtroppo i tentativi di rianimare Busca, da parte dei soccorritori, si sono rivelati inutili. Oggi la basilica si è riempita già prima delle 15, orario della funzione. Nei primi banchi i familiari, con la moglie Nadia e la figlia Arianna. La commozione era palpabile. Decine coloro che sono arrivati da fuori Rivolta, in particolare da Melzo, dove Bosca era nato e aveva lavorato alla Galbani. Tanti anche i cicloamatori che con lui condividevano la passione per le uscite lungo l’Adda e in montagna. Da qualche anno, Osvaldo era in pensione.
Nell’omelia il parroco, monsignor Dennis Feudatari, ha usato parole cariche di fede e speranza: «Da quando siamo stati battezzati, il Signore ci ha presi in carico, possiamo anche dimenticarcene, possiamo fare altre scelte, ma non possiamo impedire a Cristo di essere stato, anche nel momento della morte, in compagnia di Osvaldo. Chiediamo per lui il paradiso e la compassione del Signore e per la famiglia che Gesù li aiuti ad attraversare questo momento di disperazione».
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