L'ANALISI
04 Marzo 2026 - 05:25
CREMONA - Non è ancora finita. Anzi. Sarebbe, per usare le parole dei residenti, un «assedio» quello che i ladri di appartamenti stanno portando avanti nelle villette del quartiere Sant’Ambrogio, e sta facendo perdere il sonno a decine di cittadini. L’umore è basso, la tensione sempre più alta. «Abbiamo praticamente un furto al giorno — raccontano —. Siamo arrivati al limite». E proprio dai residenti arriva l’ennesima segnalazione.
Sabato scorso, intorno alle 19, due villette sono state prese di mira a brevissima distanza di tempo l’una dall’altra. La prima incursione si è verificata in via Pampurino: i ladri hanno potuto agire indisturbati con la complicità del buio. Secondo il racconto del vicinato, inoltre, sarebbero riusciti ad introdursi in casa perché i proprietari, in quel momento, erano fuori. Sono piombati all’interno del locale passando da una finestra. In pochissimi minuti è iniziata la caccia all’oggetto prezioso: fallita, fortunatamente, perché non sono riusciti a trovare nulla. E nella concitazione, gli intrusi hanno preferito dileguarsi. Quando gli inquilini sono tornati, hanno trovato il vetro della finestra infranto e la casa a soqquadro, ma non hanno saputo dire se qualcosa fosse stato effettivamente rubato.
Simile la dinamica della seconda intrusione, anch’essa fortunatamente riuscita soltanto a metà. Teatro del colpo è stata una villetta di via Caffi. I topi d’appartamento hanno fatto irruzione nella casa arrampicandosi fino a raggiungere la finestra. Per non essere notati, hanno divelto il vetro senza infrangerlo, riuscendo così a penetrare all’interno. In questo caso, però, la residenza non era vuota. Al piano di sopra, in base a quanto riferito dai vicini, c’era il proprietario, la cui presenza ha messo in fuga gli intrusi. La prima a dare l’allarme, in ogni caso, è stata una vicina, che ha notato che qualcosa non andava. Disturbati, gli autori dell’incursione si sono dileguati senza lasciare traccia.
Entrambi gli episodi sono stati denunciati alla Questura di Cremona, che conferma che «nulla è stato asportato». Ma al di là della conta dei danni, ciò che non dà pace ai residenti è la frequenza delle incursioni, divenuta ormai insostenibile. «Abbiamo paura — ammettono —. Nessuna delle zone del quartiere Sant’Ambrogio risulta immune dai raid dei ladri». Così il passaparola si fa sempre più teso. Persino l’abbaiare inquieto di un cane, ormai, viene preso come un campanello d’allarme che qualcosa non va. «Abbiamo il sospetto che i ladri abbiano cercato di entrare anche nella casa di una vicina — spiega un residente — che sabato, lo stesso giorno degli altri furti, ha sentito il cane abbaiare in modo strano, ed è corsa a controllare». Nessuno. «Ormai viviamo nel sospetto», anche perché «si è capito che a volte i ladri non si fanno problemi ad entrare in casa anche se il proprietario è presente».
In effetti, sebbene la piaga dei furti in appartamento si stia facendo sentire in tutti i quartieri della città (tanti gli episodi segnalati nei quartieri Giordano-Cadore e Villetta, ma anche nel centro storico), a Sant’Ambrogio la situazione sembrerebbe più seria. Quest’inverno, infatti, dagli isolati del quartiere è arrivata una vera e propria raffica di segnalazioni. Non molto lontano dalle vie in cui sono avvenute le ultime incursioni, ad esempio, nel mirino dei raid erano finite le villette tra via Lorenzo De Beci e via Pordenone. In base a quanto riferito dai residenti, e confermato di volta in volta dalle forze dell’ordine, tra la fine di gennaio e l’inizio di febbraio i predoni avrebbero colpito ben tre volte nella zona. Sempre con la stessa tecnica, adottata anche nei due episodi dello scorso weekend: l’intrusione dalla finestra, la complicità del buio. In qualche caso anche alla presenza dei proprietari di casa.
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