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Assistenti sociali: «Così l’organico è al sicuro»

'Sì' dai sindaci di Csc all’adozione del contratto degli enti pubblici per i 35 addetti

Stefano Sagrestano

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stefano.sagrestano@gmail.com

03 Marzo 2026 - 17:26

Assistenti sociali: «Così l’organico è al sicuro»

CREMA - Novità contrattuali in arrivo per gli assistenti sociali di Comunità sociale cremasca con l’obiettivo di trattenere queste preziose risorse, sostenendone l’impegno ed evitando che si ‘accasino’ fuori territorio. Verrà introdotto un nuovo contratto, quello degli enti locali, invece di quello della pubblica assistenza. Significa un maggior riconoscimento economico e anche un incremento delle tutele per gli operatori, chiamati ad affrontare situazioni di estrema difficoltà, dovute al continuo aumento dei casi da seguire.

Nella sala dei Ricevimenti del palazzo municipale, l’assemblea dei sindaci del Comuni aderenti all’Azienda speciale consortile ha approvato la novità. Csc ha come scopo principale di gestire servizi sociali e socio-sanitari per gli enti locali. Attualmente conta 49 dipendenti, di cui 35 sono assistenti sociali. La presidente è Chiara Tomasetti, il direttore Davide Vighi.

«L’adozione del contratto degli enti locali garantisce qualcosa in più in termini economici, di diritti e maggiore uniformità con la condizione degli assistenti sociali che lavorano per i Comuni», conferma lo stesso Vighi.

Nel corso dell’assemblea, alla quale ha preso parte anche il presidente dell’Area omogenea cremasca Gianni Rossoni, è stata approvata anche la convenzione, per sperimentare un nuovo modello organizzativo per i servizi a livello di sub-ambito. Esordirà in quello di Castelleone, di cui fanno parte i Comuni di Fiesco, Madignano, Ripalta Arpina, Montodine, Moscazzano, Credera Rubbiano e Gombito.

«Si tratta di un modello di gestione centralizzato — aggiunge il direttore di Csc — una sola regia in capo all’ente capofila, per coordinare il lavoro degli assistenti sociali e anche gli aspetti amministrativi. L’idea è anche di sostenere maggiormente gli operatori

Obiettivo, prevenire il cosiddetto fenomeno del ‘burnout’, dovuto alle situazioni di stress provocate dal crescente impegno richiesto. Sono sempre di più, del resto, gli operatori che gettano la spugna. Per aiutarli a livello psicologico e non solo, Csc e i Comuni stessi, negli ultimi anni, hanno già investito in un supporto da parte di specialisti, che affiancano il personale con incontri singoli e di gruppo.

«Alle spalle di questo accordo c’è stato un percorso importante — evidenzia Tomasetti —: ha coinvolto tutti i sub-ambiti, con il prezioso apporto dell’assessora al Welfare del Comune di Crema Anastasie Musumary. Siamo arrivati a una svolta e sono contenta. Dopo oltre un decennio si è arrivati al dunque, riuscendo a portare a termine il percorso nel giro di poco più di 12 mesi: la prima commissione si era insediata a gennaio 2025. Il mio ringraziamento va ai consulenti e ai politici e amministratori locali, che si sono impegnati insieme a noi. La finalità era rendere di maggiore qualità i servizi sociali e favorire la permanenza degli assistenti nel nostro staff, adottando questo contratto di natura pubblicistica e non privatistica, com’è invece stato sino ad oggi».

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