Cerca

Eventi

Tutti gli appuntamenti

Eventi

NELLE AULE DI GIUSTIZIA

Atti persecutori, coniugi a giudizio: vittima l'ex amante del marito

Per due anni la donna è stata oggetto di telefonate mute, pedinamenti e appostamenti, mentre la coppia continuava imperterrita nonostante le indagini in corso

Francesca Morandi

Email:

fmorandi@laprovinciacr.it

02 Marzo 2026 - 15:49

Atti persecutori, coniugi a giudizio: vittima l'ex amante del  marito

CREMONA - Per sette anni, è stata con un uomo sposato, ma separato in casa. Almeno così lui le aveva fatto credere. Quando la relazione ‘extraconiugale’ è arrivata al termine, scoperte le corna, la moglie tradita non solo ha chiuso un occhio sulla infedeltà del coniuge. Non solo lo ha perdonato, ma, insieme, marito e moglie entrambi 56enni, si sono alleati e vendicati. Per due anni, dalla primavera del 2023 a marzo del 2025, secondo l’accusa hanno perseguitato l’ex amante di lui, 52 anni, titolare di un bar. Oggi il gup ha rinviato a giudizio la coppia. Prima udienza, il 3 luglio prossimo.

Storia di 101 telefonate accertate dalla polizia postale tra marzo e giugno del 2023. Di squilli quotidiani, giorno e notte, sullo smartphone o sul telefono fisso del bar dell’ex amante. Di telefonate di 1 o al massimo di 40 secondi, sempre mute. Della moglie tradita che nel suo continuo andirivieni in auto sotto casa o davanti a bar della donna, avrebbe fatto risolini, gesti e insultata. Ma c’è dell’altro. La vittima sarebbe stata inseguita da ex amante e moglie in auto, nei suoi tragitti da e verso casa. Una volta mentre in macchina rincasava dalla palestra. Un’altra, i coniugi avrebbero fatto una manovra di sorpasso pericolosa. Comportamenti che avrebbero ingenerato nella vittima uno stato d’ansia e il fondato timore per la propria incolumità. Non esce più sola se non strettamente necessario. Comportamenti «inquietanti», commenta l’avvocato di parte civile Fabrizio Vappina.

«Particolarmente inquietante il comportamento della moglie. Al posto di una naturale aspirazione a superare il tradimento del marito con l’oblio della vicenda e magari della figura della rivale, pervicacemente coltiva comportamenti persecutori nei confronti di una donna che, in realtà, è a sua volta vittima delle ambiguità sentimentali dell’imputato stesso, alleandosi con quest’ultimo nell’attuare comportamenti sconcertanti per frequenza, orari finalità».

Nell’atto di costituzione di parte civile, l’avvocato Vappina rileva il «dato numerico emerso dalle indagini della polizia postale»: quelle 101 telefonate. E annota: «Si consideri l’assoluta impermeabilità dei due imputati agli effetti del procedimento penale in corso: essi non si presentano agli inviti rivolti dalla Polizia postale e continuano imperterriti con pedinamenti e appostamenti ad ogni ora nonostante la consapevolezza della pendenza di indagini a loro carico. Anzi, nel momento in cui scoprono di essere indagati, l’imputata chiama la mia assistita, minacciandola per ottenere la remissione della querela ‘prima che succeda l’irreparabile’. Nemmeno il timore di finire a processo avrebbe fermato la coppia. A giugno e a ottobre, la vittima ha presentato altre due querele».

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su La Provincia

Caratteri rimanenti: 400