L'ANALISI
02 Marzo 2026 - 05:05
La scuola elementare del Boschetto appena riqualificata
CREMONA - La petizione ha raggiunto le 527 firme, ma le preiscrizioni sono rimaste ferme a 11: resta quindi in forse la creazione di una classe prima alla scuola elementare del Boschetto. Il problema è legato alla norma che stabilisce un numero minino di 15 alunni per classe. La buona notizia, invece, è che la soglia è stata superata in un’altra scuola tradizionalmente ‘a rischio’: sono infatti 18 le nuove iscrizioni alle elementari di via Abbadia a Cavatigozzi.
Tuttavia per la prima dell’istituto di largo Isidoro Bianchi non è tutto perduto: scaduto il termine per le pre iscrizioni, c’è comunque ancora tempo per eventuali ‘ritardatari’ e l’assetto delle classi si perfezionerà a luglio, intrecciandosi al tema del personale. Lo spiega il direttore dell’Ufficio scolastico territoriale di Cremona, Imerio Chiappa: «Fintanto che non ci verrà comunicata la disponibilità di organico e potremo quindi fare un’analisi della situazione, qualsiasi considerazione è prematura».
Comunque qualcosa nel frattempo si è già mosso: «Abbiamo avuto un’interlocuzione — spiega Maria Giovanna Manzia, preside dell’Istituto comprensivo Cremona 1 — con il dirigente dell’Ust alla presenza anche dell’assessore Roberta Mozzi e del presidente del Comitato di quartiere, Luigi Armillotta, in cui abbiamo manifestato la particolare situazione della primaria della Boschetto».

L’allarme al Boschetto era stato sollevato proprio da Armillotta che oggi aggiunge: «Spero nel miracolo anche per il valore della nostra scuola e degli insegnanti. Sfrutto questa occasione per lanciare un appello alle famiglie che sono ancora incerte: iscrivere il figlio in una classe con numero ridotto di bambini può essere un’opportunità, il livello di attenzione per gli alunni può essere diverso rispetto alle classi con tanti iscritti. Mi auguro davvero che si raggiunga il numero o che possa intervenire l’Ufficio scolastico provinciale con una deroga. Anche perché si tratta di una difficoltà momentanea, legata a questa coorte, le proiezioni demografiche dei prossimi anni dovrebbero assicurare la formazione delle prime».
Nei giorni scorsi l’assessore Mozzi aveva espresso solidarietà ai genitori, spiegando però che i margini per intervenire sono ridotti: «La scuola si scontra con dei limiti normativi, sui quali le possibilità di deroga sono molto contingentate». Il dirigente scolastico è l’unico che può chiedere la deroga al provveditore, il quale però dipende dall’Ufficio scolastico regionale. E un incontro, appunto, c’è già stato. Mozzi nei giorni scorsi aveva sottolineato: «Per quanto mi riguarda sono convinta che tanto in ogni paese quanto in ciascun quartiere, a maggior ragione se geograficamente dislocato dal centro cittadino e vivace come il Boschetto, dovrebbe esserci almeno una scuola primaria. E questo per la funzione sociale che svolge: parliamo dell’educazione dei nostri figli, non solo di numeri».
Nel frattempo la mobilitazione continua e la petizione lanciata online dai genitori ieri aveva toccato le 527 firme: «Tantissime famiglie — si legge nell’appello — hanno mostrato interesse per quest'opportunità educativa unica, che non solo contribuisce a formare la futura generazione, ma rafforza anche il tessuto sociale della nostra comunità. Chiediamo che il Comune e le autorità competenti compiano tutti i passi necessari per garantire l'avvio della classe prima alla primaria Boschetto nell'anno scolastico 2026/2027».
Per quanto riguarda le altre scuole, i bambini e le bambine che in città a settembre frequenteranno la prima classe della primaria saranno 508: erano 491 all’inizio dell’anno scolastico in corso, ma quasi seicento nel settembre 2020. In sette anni si sono persi 91 bambini.
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