L'ANALISI
23 Febbraio 2026 - 20:59
CREMONA - Prosegue la crescita della manifattura lombarda che chiude il 2025 con indicatori tutti in positivo. In un contesto difficile per l'intero Paese, i numeri della Lombardia parlano chiaro: produzione industriale +1,2% rispetto al 2024, fatturato +2,5%, ordini interni +1,1% e ordini esteri +3,1%. E se l'industria la fa da padrona, anche il comparto artigiano non è da meno: produzione +1,0%, con un miglioramento di ordini esteri +2,5%, fatturato +1,3% e ordini interni +0,2%.
È questo il bilancio emerso dalla conferenza stampa di presentazione dei dati congiunturali del quarto trimestre 2025 relativi al settore manifatturiero, che si è svolta oggi a Palazzo Lombardia in presenza dell'assessore regionale allo Sviluppo economico, Guido Guidesi. All'incontro con la stampa sono intervenuti anche i presidenti Gian Domenico Auricchio (Unioncamere Lombardia), Giuseppe Pasini (Confindustria Lombardia) ed Eugenio Massetti (Confartigianato Lombardia).
«Il 2025 – ha commentato Auricchio – si archivia come un anno positivo per la manifattura lombarda. La crescita media regionale dell'1,2%, in netto contrasto con il dato nazionale fermo al -0,5%, evidenzia la buona tenuta delle nostre imprese a fronte di un contesto geopolitico estremamente complesso». Il vero fattore di successo rimane per il presidente di Unioncamere la proiezione internazionale. Con una quota di fatturato estero che sfiora il 39%, l'industria lombarda si conferma la prima in Italia per ordinativi esteri: è proprio questa apertura ai mercati globali a fare da scudo contro la situazione economica attuale. Ma l'altro dato da sottolineare è «una ripresa dei consumi interni, aspetto che rappresenta il vero indicatore della ricchezza prodotta per i territori». Per l'artigianato, più in difficoltà di occupare spazi oltre confine, il dato parla di un 6,5% sui mercati internazionali.
Quanto alle recenti novità sui dazi americani, bocciati e resi nulli dalla Corte Suprema Usa, Auricchio fotografa la reazione delle imprese lombarde: «Io sono dell'idea, come detto dal ministro degli Esteri recentemente, che con gli Stati Uniti si debba negoziare, non farsi la guerra. Poi questi mesi di incertezza hanno contribuito a spingere le nostre imprese a guardare a mercati cui, fino a qualche anno fa, non si guardava».
Dal punto di vista congiunturale, prosegue la crescita della manifattura lombarda, che mette a segno per la quinta volta consecutiva una variazione con segno più. Rispetto al trimestre precedente la produzione aumenta dello 0,6%, in linea con il fatturato +0,6% e la domanda estera +0,6%. Ancora più favorevole, sotto ogni aspetto, è l'evoluzione dell'artigianato: produzione +0,7%, ordini interni +0,4%, ordini esteri +0,9% e fatturato +0,6%.
«La Lombardia – ha dichiarato il presidente Fontana – continua a essere il motore economico dell'Italia e dell'Europa grazie a un tessuto imprenditoriale dinamico, innovativo e fortemente orientato ai mercati internazionali. La crescita registrata in controtendenza rispetto alla media nazionale conferma la forza strutturale del nostro sistema produttivo e la capacità delle imprese di affrontare con determinazione una fase economica complessa. Regione Lombardia si conferma al fianco delle aziende con strumenti di sostegno e strategie di medio-lungo periodo condivise con le associazioni di categoria, con l'obiettivo di rafforzare la competitività e raggiungere traguardi comuni».
Sulla vocazione internazionale del nostro tessuto d'impresa è tornato anche l'assessore Guidesi: «I dati confermano la solidità del sistema manifatturiero lombardo e delle sue filiere complete, che continuano a crescere anche in una fase complessa per l'economia nazionale ed europea. La forte vocazione internazionale delle nostre imprese capofila resta un punto di forza decisivo. Allo stesso tempo emerge la necessità di accompagnare sempre di più le realtà meno dimensionate nei percorsi di apertura ai mercati esteri, dove esistono ancora ampi margini di crescita. Come Regione stiamo lavorando proprio in questa direzione, con l'obiettivo di consolidare questi risultati mettendo a sistema anche i servizi connessi alle imprese, cercando dunque di spingere ulteriormente verso l'apertura all'innovazione in modo da rafforzare ulteriormente il primato manifatturiero della Lombardia. La sfida delle Zone di innovazione e sviluppo (ZIS) è il cambiamento che stiamo implementando affinché la Lombardia continui ad essere locomotiva tra 20 anni».
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