L'ANALISI
23 Febbraio 2026 - 20:18
CREMONA - Dopo una gestazione di oltre 4 mesi ha visto la luce la mozione sul sostegno all’associazionismo giovanile cremonese. E è arrivata anche l’approvazione bipartisan, auspicata dal proponente Paolo La Sala, dopo un confronto interno tra gli esponenti under 30 di tutti gli schieramenti che ha ‘corretto’ i passaggi problematici per la minoranza. Sparisce infatti, nel testo definitivo, il riferimento all’associazione ‘Amici di Robi’ organizzatrice del Tantarobba Festival, per arrivare a una sintesi più generica sull’impegno dell’amministrazione a ‘valorizzare e sostenere le reti giovanili, rafforzare il tavolo di confronto con le associazioni culturali e affermare sempre di più Cremona città della Musica’. Un sostegno dai confini sfumati e soprattutto rivolto a ‘tutte le realtà associative giovanili che contribuiscono alla vita aggregativa, sportiva e culturale’ che convince anche gli scettici della minoranza, in particolare da Fratelli d’Italia e Lega, sul finanziamento pubblico a un’associazione che da anni riceve sovvenzioni importanti per l’organizzazione del festival musicale. Unico astenuto Andrea Carassai, di Forza Italia.
«Il cambiamento generazionale in atto passa anche per l’associazionismo giovanile che, a vario titolo, rende viva e attrattiva la nostra città. Studenti, giovani lavoratori e universitari che si attivano volontariamente per dar lustro a Cremona e creare un’offerta culturale per chi la vive». E per sostenerlo l’impegno deve essere svincolato «da bandiere politiche. Con gli altri consiglieri under 30 abbiamo messo in pratica un modus operandi per noi virtuoso: si trova un tema, ci si trova d’accordo e si va avanti insieme, mettendo a parte le divisioni. La politica non c’entra, anche se forse non è stato recepito benissimo all’inizio. Vogliamo che i giovani non siano solo destinatari di servizi, ma protagonisti. Dobbiamo strutturare realtà capaci di portare un valore aggiunto per la città nella garanzia della loro indipendenza».
Della stessa idea gli altri giovani consiglieri: Marco Olzi (FdI) e i dem Mattia Gerevini, che ha detto: «una città in cui l’associazionismo è attivo è una città viva», e Vittoria Loffi che ha denunciato il «muro di burocrazia e mancanza di fondi contro cui si scontrano i giovani che continuano a salire sui palchi, a fare cultura e a darsi da fare».
Meno entusiastico è stato l’appoggio di Chiara Capelletti (FdI) che ha definito il proprio voto favorevole un «atto di fede. Confido che ora l’approccio sia davvero volto a garantire a tutte le associazioni uguali condizioni di partenza, accompagnarle nella crescita e, a tempo debito, ‘lasciare la presa’ e valutare se queste realtà hanno le possibilità di continuare ad operare autonomamente al di là del sostegno economico pubblico». Si è detto invece «sorpreso e basito di fronte al testo finale» Carassai: «È così diverso dalla precedente versione che facciamo fatica a esprimere un giudizio. Non vengono elencati dati e numeri sulle associazioni giovanili. Si tratta di un 'vorrei ma non posso', nulla di più di quanto l'amministrazione stia già facendo. Proprio per il rispetto che nutriamo per le nostre realtà associative la discussione dovrebbe scendere nel merito, non limitarsi a una celebrazione estemporanea».
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