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ANNICCO

L’ambulatorio riscaldato dai volontari

Donazione del Gruppo della tradizionale festa per l’acquisto di un nuovo impianto

Andrea Niccolò Arco

Email:

andreaarco23@gmail.com

21 Febbraio 2026 - 20:35

L’ambulatorio riscaldato dai volontari

ANNICCO - La festa scalda il paese. In tutti i sensi. Perché dietro ai boccali alzati e alla musica dell’estate c’è un motore che, anno dopo anno, continua a trasformare il divertimento in qualcosa di molto concreto. Il Gruppo Festa della Birra lo ha fatto di nuovo, scegliendo di destinare la donazione 2025 a un intervento tanto semplice quanto fondamentale: la riparazione dell’impianto di riscaldamento dell’ambulatorio medico.

Un dettaglio? Tutt’altro. Significa garantire ambienti accoglienti per chi si siede in sala d’attesa, spesso anziani o famiglie, e condizioni di lavoro adeguate per un medico che in paese è molto più di un professionista sanitario. È un presidio quotidiano, una presenza costante, un volto conosciuto.

«Il dottore rappresenta da sempre un punto di riferimento prezioso per la nostra comunità: è sempre presente, attento e disponibile nei confronti dei cittadini – spiega Simone Livraghi del gruppo –. Con questa donazione abbiamo voluto riconoscere il suo impegno costante e silenzioso, sostenendo concretamente la sua attività e, più in generale, la salute pubblica del paese».

Non è la prima volta che la manifestazione lascia un segno dentro quelle stanze. Due anni fa erano arrivati un lettino medico elettrico nuovo e una bacheca, piccoli grandi tasselli che hanno migliorato la qualità del servizio. Oggi si aggiunge un altro intervento che ha lo stesso filo conduttore: restituire al territorio ciò che il territorio, in termini di partecipazione e fiducia, regala ogni estate.

La Festa della Birra, ad Annicco, non è solo una parentesi di luglio. È una realtà associativa che tiene insieme volontari, sponsor, giovani e famiglie, capace di trasformare tre sere di musica e cucina in progetti utili per tutti. Un modello di comunità che funziona senza proclami e senza riflettori, ma con il lavoro dietro le quinte e la voglia di fare.

Il ringraziamento va a chi rende possibile tutto questo: volontari, sostenitori e pubblico. È da lì che nasce ogni donazione, da lì che passa l’idea di una festa che non si esaurisce sotto il tendone ma continua nei servizi, negli spazi condivisi, nei luoghi della quotidianità.

E allora la data è già cerchiata in rosso: 17, 18 e 19 luglio 2026.

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