L'ANALISI
21 Febbraio 2026 - 15:39
CASTELVETRO - Sono quasi 800 gli iscritti ai gruppi di controllo del vicinato via Whatsapp, che presto saranno ufficializzati sulla base di un protocollo-convenzione con la Prefettura di Piacenza. Se ne è parlato questa mattina nella sala consiliare del municipio, dove è stato organizzato un 'summit' fra Comune, forze dell'ordine e referenti dei gruppi stessi. Al centro, il tema sicurezza.
Il sindaco Silvia Granata e l'assessore Alessandro Mazzocchi hanno ringraziato i cittadini che in questi anni, a titolo di volontariato, hanno gestito le 7 chat che permettono di raccogliere segnalazioni su eventi sospetti o episodi di microcriminalità, anticipando che il sistema andrà perfezionato attraverso un aggiornamento della suddivisione territoriale e dei referenti, per i quali sarà prevista anche una sorta di formazione.
Attualmente i gruppi sono: Croce Crime (250 iscritti), Controllo Mezzano (112 iscritti), Difesa del vicinato (territorio di Croce, 46 iscritti), San Pedretto (121), Castelvetro centro (57), San Giuliano (115) e Rete allerta Castelvetro (85). A fare da collante fra di essi e anche coi territori limitrofi è Simonetta Montanari. Al tavolo hanno preso parte anche altri coordinatori e la referente della rete monticellese, Simona Gentilini.

Per l'Arma dei carabinieri erano presenti il comandante della compagnia di Fiorenzuola, colonnello Piero De Nicotera, e il comandante della stazione di Monticelli, maresciallo Giuseppe Cappuccio. Per la Polizia locale, invece, c'era l'agente Alex Barbisotti. Hanno ricordato dove si deve fermare l'azione dei gruppi di vicinato, che in nessun modo possono sostituirsi ai militari né svolgere ruoli da 'vigilantes'. Le segnalazioni al 112 restano la priorità. De Nicotera, inoltre, ha evidenziato come i gruppi possano diventare anche sentinelle importanti in merito alle situazioni di disagio sociale: anche questo rientra nella prevenzione dei reati.
Seguirà un nuovo incontro per disciplinare appunto l'organizzazione delle chat in vista della firma del protocollo, ma anche per parlare di formazione dei coordinatori e notificare i loro nomi alla Prefettura.
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