L'ANALISI
13 Febbraio 2026 - 20:16
CREMONA - Un dialogo aperto con le istituzioni per comprendere che la libertà non è fare ciò che si vuole, ma scegliere con consapevolezza. Si è svolto mercoledì all’IIS Torriani l’incontro tra il maggiore dell’Arma dei carabinieri, Gabriele Schiaffini, e gli studenti delle classi prime. Un appuntamento che rientra in un più ampio progetto di educazione alla legalità portato avanti dalla scuola.
Il maggiore ha risposto alle domande dei ragazzi, affrontando temi cruciali quali il senso di responsabilità individuale, i pericoli della rete, il bullismo e il cyberbullismo. «Ogni scelta comporta delle conseguenze», è stato il messaggio chiave rivolto agli studenti, messi in guardia sui rischi legali e personali derivanti da comportamenti superficiali o scorretti, specialmente nell’uso dei social network. L’obiettivo è stato quello di trasmettere l’idea che le regole non sono un limite, ma una tutela per sé stessi e per la collettività.
L’intervento del maggiore Schiaffini non è un episodio isolato, ma il tassello di un percorso organico che il Torriani sta portando avanti su più fronti. «Promuovere la cultura della legalità significa costruire ogni giorno un ambiente scolastico fondato sul rispetto, sulla responsabilità e sul benessere condiviso», ha spiegato la dirigente scolastica, Simona Piperno.
Il percorso prende il via già dai primi mesi di scuola con il progetto ‘Accoglienza e orientamento relazionale’. Con il supporto di una psicologa e in collaborazione con i consigli di classe, gli studenti sono guidati a riflettere sulle proprie aspettative, paure e motivazioni, ponendo le basi per un clima di classe collaborativo e consapevole. Attraverso domande-stimolo, schede individuali e lavori di gruppo, gli studenti sono guidati a interrogarsi sulle motivazioni che li hanno portati a scegliere la scuola, sulle aspettative, sulle paure e sulle speranze che accompagnano l’inizio di un nuovo percorso. I risultati attesi – maggiore collaborazione, consapevolezza del proprio percorso, miglioramento del clima relazionale – rappresentano la base concreta su cui costruire un’autentica educazione alla legalità.
L’impegno dell’istituto si inserisce, inoltre, nel protocollo ‘Scuola Spazio di Legalità’, promosso dalla Prefettura. «Non si tratta di una collaborazione occasionale – ha tenuto a sottolineare la dirigente Piperno – ma di un supporto costante che consente alla nostra comunità di sentirsi parte di una rete concreta e significativa». In questa ottica, la scuola si configura come «il primo presidio di legalità sul territorio: il luogo in cui non si impara soltanto per superare un esame, ma per diventare cittadini capaci di scegliere e di agire con responsabilità». In questa visione, la legalità non si riduce al rispetto formale delle norme, ma coincide con il rispetto delle persone, della dignità propria e altrui, con la capacità di non restare indifferenti di fronte alle ingiustizie. Fondamentale, in questo percorso, è anche l’investimento sulla formazione dei docenti.
Il corso ‘Adolescenti a scuola: famiglie, società e compiti di sviluppo’ proposto in collaborazione con l’Asst nasce dalla consapevolezza che i giovani di oggi crescono in un contesto sociale, familiare e tecnologico profondamente mutato. Comprendere i modelli familiari contemporanei, i compiti evolutivi dell’adolescenza, il bisogno di autonomia e riconoscimento significa fornire agli insegnanti strumenti concreti per leggere i segnali di disagio e intervenire in modo tempestivo e costruttivo. Gli incontri, alternando riflessioni teoriche e analisi di casi reali, promuovono il confronto tra colleghi e rafforzano le competenze relazionali, nella convinzione che la qualità della relazione educativa sia il primo fattore di prevenzione. «La scuola può fare molto, ma non può farlo da sola», ha ricordato la dirigente, evidenziando l’importanza di un’alleanza educativa con le famiglie e con i servizi del territorio per costruire una rete di protezione efficace. Nel loro insieme, queste azioni delineano un progetto educativo coerente, che pone al centro la persona, la qualità delle relazioni e la costruzione di una comunità scolastica fondata sul rispetto reciproco. L’obiettivo non è soltanto prevenire comportamenti a rischio, ma promuovere un clima di benessere in cui ciascuno possa sentirsi riconosciuto, ascoltato e responsabilizzato.
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