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CASALMAGGIORE. SAN GIUSEPPE

La paritaria chiude alla fine dell’anno

Problemi strutturali e sempre meno iscritti: i responsabili dell’istituto della diocesi gestito dalla cooperativa Cittanova annunciano la decisione in una lettera ai genitori

Pierluigi Cremona

Email:

pierluigi.cremona@virgilio.it

20 Febbraio 2026 - 05:15

La paritaria chiude alla fine dell’anno

CASALMAGGIORE - Terminerà la sua esperienza educativa con la fine dell’anno scolastico in corso, la scuola dell’infanzia paritaria San Giuseppe della diocesi di Cremona, gestita dalla cooperativa Cittanova.

In una lettera inviata ai genitori dei bambini iscritti, sono state illustrate le problematiche.

«In estate è emersa una criticità strutturale in una parte dell’edificio di via Combattenti Alleati che ha costretto a compattare le aule nella zona attualmente utilizzata. L’attuale sistemazione è sicura, ma provvisoria e con una deroga di Ats Val Padana per consumare i pasti nelle aule. È stata cercata un’altra collocazione tra la scuola di Vicobellignano, l’ex asilo Chiozzi, le scuole paritarie di Viadana e la Fondazione Braga di Ponteterra di Sabbioneta. Nessuna soluzione è risultata percorribile o per mancanza di spazi o perché gli edifici non erano a norma. L’unica struttura idonea dal punto di vista strutturale è l’oratorio di San Leonardo, ma richiedeva lavori per l’agibilità scolastica. Un progetto esecutivo era stato elaborato da uno studio specializzato, stimando un costo di circa 500mila euro per la messa a norma dell’immobile. Una cifra significativa, che ha di fatto reso insostenibile l’operazione».

A pesare sulla decisione ci sono anche fattori demografici: «Nel territorio di Casalmaggiore si è registrato un calo della popolazione infantile e una conseguente diminuzione delle iscrizioni alla scuola, passate dai 65 bambini dell’anno scolastico 2022/2023 agli attuali 36. L’amministrazione comunale ha messo a disposizione gli spazi del vicino asilo nido per far completare il ciclo scolastico a chi era già iscritto, ma il numero basso di iscrizioni effettuate dalle famiglie ha fatto cadere questa ipotesi».

Per proseguire almeno per un anno sarebbero servite non meno di 15 iscrizioni, che non sono arrivate.

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